Cronaca

L’abbraccio della città a Franco e Fabio Legramandi, padre e figlio morti a un giorno di distanza

Entrambi spenti dal cancro, l'uno a 86 anni, l'altro a 54, nonno e papà di Micaela e Francesco, fratellini di 8 e 3 anni e mezzo scomparsi in un tragico incidente nel 2009

L’abbraccio della città a Franco e Fabio Legramandi, padre e figlio morti a un giorno di distanza

Una tragedia indicibile quella che ha vissuto la famiglia Legramandi a Caravaggio questa mattina, il giorno dei funerali di Franco e a Fabio, padre e figlio morti rispettivamente il 21 e il 20 marzo. La città si è fermata per l’ultimo commosso saluto.

La malattia e la dipartita a 24 ore di distanza

Un destino funesto e incredibile quello che ha unito nella sofferenza e nella morte padre e figlio di 86 e 54 anni. Noti piastrellisti, dopo una vita di lavoro insieme si sono spenti a 24 ore di distanza l’uno dall’altro, soccombendo a un tumore contro il quale hanno combattuto una dolorosa battaglia ma che non ha lasciato scampo a nessuno dei due. La famiglia ha voluto salutarli nello stesso giorno, oggi, lunedì 23 marzo, con una cerimonia funebre che li ha visti fianco a fianco anche davanti all’altare, in una chiesa parrocchiale gremita.

Nel 2009 la famiglia era stata travolta da un altro doppio lutto

Un violento schianto sull’autostrada del Sole nel maggio di 17 anni fa aveva già colpito duramente la famiglia Legramandi, portandosi via due fratellini, Micaela e Francesco, di 8 e 3 anni e mezzo, figli di Fabio. Miracolosamente scampate alla morte la gemellina del maschietto, Maria, e la madre Angela Salzano, rimasta ferita in modo lieve. Tutti e quattro, insieme al cagnolino, erano partiti per Latina, città d’origine della donna, per partecipare alla prima Comunione di una nipote. Il padre, che da circa un mese non viveva più con loro, era invece rimasto a casa. Un viaggio lungo che la donna aveva fatto più volte in passato per far visita alla sua famiglia ma, quel giorno, mentre percorreva la A1 nei pressi di Reggio Emilia, l’auto sbandò, si capovolse un paio di volte e finì la sua folle corsa nel campo adiacente la carreggiata. Per i piccoli, nonostante i disperati tentativi di rianimazione, non ci fu nulla da fare, morirono sul colpo. Anche allora la Parrocchiale dei santi Fermo e Rustico ospitò due bare, tra il cordoglio di una città sgomenta.

Le esequie

Stamattina sono stati tantissimi i caravaggini che hanno voluto dare l’estremo omaggio ai due piastrellisti – professionisti molto conosciuti e stimati in città – partecipando alle esequie fissate alle 9.30. A officiare il rito funebre è stato il parroco, monsignor Giansante Fusar Imperatore, che ha sottolineato la straordinarietà dell’evento luttuoso.

“Non capita certo frequentemente di ritrovarci a celebrare insieme il saluto a due fratelli della nostra comunità, legati oltretutto da parentela, padre e figlio – ha esordito nell’omelia – Ci stringiamo ai familiari, possiamo infatti solo immaginare quanto soffrano per questa perdita… ma la morte non è l’ultima parola, non è un momento di distruzione. Certo, comprendiamo quale Calvario il Signore ha chiesto a questi due fratelli e ai familiari che hanno dovuto prendersi cura di loro nella parte finale della loro vita, segnata da una lunga sofferenza, tuttavia dobbiamo ammirare la consapevolezza e il sostegno che hanno saputo dare soprattutto nel momento più faticoso del loro cammino. Siamo chiamati a riconoscere non solo la parte di male che caratterizza la vita delle persone, ma anche il bene, solo così custodiamo la speranza e non diventiamo persone pessimiste, che vedono sempre tutto negativo. Tanto bene viene compiuto anche nelle situazioni di male, anche se non fa lo stesso rumore. La speranza cristiana guarda oltre la realtà della morte, Gesù ci ha fatti certi di questo sia con la sua resurrezione sia con la relazione che abbiamo con lui, per l’eternità. Impariamo a custodire le cose belle della vita, che la morte non può distruggere: queste persone son ancora vive non solo nella nostra memoria ma nelle relazioni vissute, in quello che hanno trasmesso e insegnato. Diamo a Franco e Fabio un saluto cristiano: addio, cioè ci rivedremo in Dio quando il Signore ci accoglierà tutti nella sua casa”.

Al termine della funzione religiosa i due feretri sono stati accompagnati fuori dalla chiesa, quindi i carri funebri li hanno condotti ne loro ultimo viaggio verso il tempio crematorio.