Cronaca

L’abbraccio che nascondeva un inganno: tentato furto con destrezza ai danni di un’anziana

Grazie alla rapidità delle verifiche e al riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima, sono emersi gravi indizi a carico di due persone

L’abbraccio che nascondeva un inganno: tentato furto con destrezza ai danni di un’anziana

Un’anziana è stata avvicinata in centro con la scusa di un gesto affettuoso: decisiva la denuncia immediata e il rapido intervento della Polizia locale. E’ successo a Romano lo scorso mercoledì 18 febbraio 2026.

Un gesto gentile che si trasforma in paura

Camminava lentamente lungo una via del centro di Romano, appoggiandosi al suo deambulatore, quando una giovane sconosciuta le si è avvicinata con un sorriso e parole gentili. “Come sta, signora?”, avrebbe detto, con tono premuroso. Un approccio cordiale, quasi affettuoso. Poi il contatto fisico: una mano sulla spalla, un’altra che sfiora il collo, come in un abbraccio improvviso. In quei pochi istanti, però, dietro quel gesto apparentemente tenero si nascondeva un tentativo ben diverso. Le dita cercavano una collana, un monile, qualcosa da strappare approfittando della fragilità della vittima. L’anziana, sorpresa e disorientata, non si è resa conto subito di ciò che stava accadendo. L’azione non è andata a segno, ma la sensazione di smarrimento e vulnerabilità è rimasta.

La fuga sospetta e il controllo in strada

Pochi minuti più tardi, durante un normale pattugliamento, una vettura ha attirato l’attenzione degli agenti della Polizia Locale. Alla vista della pattuglia, l’auto ha cambiato improvvisamente direzione, come per allontanarsi in fretta.
Quel movimento istintivo non è passato inosservato. Il controllo del mezzo e gli accertamenti successivi, anche grazie ai sistemi di videosorveglianza, hanno permesso di collegare quell’auto proprio all’episodio avvenuto poco prima in centro.
Intanto, la signora aveva trovato il coraggio di raccontare tutto e di sporgere denuncia. Un passaggio fondamentale: senza il suo gesto, forse, quell’episodio sarebbe rimasto solo un brutto ricordo.

Il coraggio di denunciare e la forza della collaborazione

Grazie alla rapidità delle verifiche e al riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima, sono emersi gravi indizi a carico di due persone, ritenute coinvolte nel tentato furto: una come esecutrice materiale, l’altra con un ruolo di supporto e pronta ad agevolare la fuga. Dietro questi episodi non c’è solo un reato contro il patrimonio. C’è la violazione della fiducia, l’uso distorto di un gesto, l’abbraccio, che per sua natura richiama protezione e vicinanza. È questo che rende tali raggiri ancora più odiosi, soprattutto quando colpiscono chi è più fragile.

Il comandante della Polizia Locale, Arcangelo Di Nardo, ha invitato i cittadini, in particolare gli anziani e i loro familiari, a diffidare di sconosciuti troppo insistenti e a segnalare subito qualsiasi situazione sospetta al Numero Unico di Emergenza 112, formalizzando sempre la denuncia, anche se il tentativo non è riuscito.

Anche il sindaco Gianfranco Gafforelli ha espresso il proprio ringraziamento agli agenti per la prontezza dimostrata, sottolineando quanto sia importante non sottovalutare mai episodi simili e collaborare attivamente con le Forze dell’Ordine. La vicenda si trova ora nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, ogni responsabilità sarà accertata solo con una sentenza definitiva. Resta, però, un messaggio chiaro: anche un gesto che sembra innocente può nascondere un inganno. E denunciare subito può fare la differenza, per sé e per gli altri.