Cronaca

La StraGatti R rinuncia all’Oasi Felina: svolta epocale a Romano, il Comune garantisce continuità

Una scelta comunicata formalmente nel mese di dicembre e che apre ora una nuova fase per il futuro del gattile comunale.

La StraGatti R rinuncia all’Oasi Felina: svolta epocale a Romano, il Comune garantisce continuità

È una decisione destinata a segnare un punto di svolta nella gestione del randagismo felino sul territorio: l’associazione “StraGatti R” ha ufficialmente rinunciato alla gestione dell’Oasi Felina di Romano, struttura che ospita circa 200 gatti.

La comunicazione

A chiarire quanto accaduto è stata la stessa Amministrazione comunale, che in una nota ha ricostruito i passaggi e rassicurato cittadini e volontari. «In merito alla gestione dell’Oasi Felina, il Comune di Romano precisa che nel mese di dicembre ha ricevuto una comunicazione formale da parte dell’associazione StraGatti R, con la quale la presidente manifestava la volontà di procedere alla risoluzione anticipata della convenzione», spiegano gli amministratori. Un punto, su tutti, viene però ribadito con forza: l’Oasi Felina non chiuderà. «L’Amministrazione comunale intende garantire la continuità del servizio e la tutela dei circa 200 gatti presenti nella struttura. La rinuncia da parte dell’associazione non comporterà l’interruzione dell’attività: il Comune si è già attivato per assicurare che l’Oasi continui a operare regolarmente».

Nuovo bando per la gestione

A seguito della risoluzione anticipata della convenzione, il Comune predisporrà un nuovo bando pubblico per l’assegnazione della gestione dell’Oasi Felina. La procedura, assicurano dagli uffici comunali, avverrà nel pieno rispetto della normativa vigente, con l’obiettivo di individuare un soggetto in grado di garantire standard adeguati di cura, gestione e benessere animale. L’Amministrazione ha inoltre precisato che la convenzione con StraGatti R era stata stipulata dalla precedente giunta. «L’attuale amministrazione – sottolinea il Comune – sin dal suo insediamento, si è attenuta a quanto previsto dall’accordo, non avendo altra possibilità se non rispettare una convenzione già in essere». Parallelamente, era stato avviato un confronto per comprendere nel dettaglio contenuti, criticità e possibili margini di miglioramento, con l’intenzione di rivedere condizioni e termini alla scadenza naturale dell’accordo. La risoluzione anticipata, però, è stata una decisione autonoma dell’associazione. «L’Amministrazione ora si concentra esclusivamente sulla continuità del servizio e sull’avvio delle procedure per una nuova gestione», concludono dal Comune.

L’ombra del “caso Oreste”

La vicenda si inserisce in un contesto già segnato da forti tensioni mediatiche. Tra il 2022 e il 2023 l’Oasi Felina e, in particolare, l’associazione StraGatti R sono finite al centro di polemiche di risonanza nazionale, culminate in una diretta Rai. Al centro di tutto una domanda rimasta, ancora oggi, senza risposta chiara: «Dov’è finito il gatto Oreste?». La storia del piccolo felino è ormai nota a molti cittadini. All’inizio di settembre 2022 il gatto venne trovato in strada a Romano dalle ristoratrici Ravecca, che, colpite dalle sue condizioni, lo portarono immediatamente da un veterinario per le prime cure. Accertata la buona salute dell’animale, decisero di affidarlo all’Oasi Felina. Una scelta, però, durata una sola notte: la mattina successiva, dopo un ripensamento, chiesero ai responsabili del gattile di poter adottare il micio. Da quel momento prese il via una disputa diventata di dominio pubblico, fatta di lettere di avvocati, articoli di giornale e trasmissioni televisive. Con il passare del tempo, per le ristoratrici Ravecca la priorità non è più stata l’adozione, ma la preoccupazione per la sorte del gatto. Durante la trasmissione «Mi manda Rai Tre», andata in onda il 10 dicembre, l’avvocato Filippo Portoghese, allora legale rappresentante dell’associazione StraGatti R, promise , su richiesta del conduttore, di fornire una prova delle buone condizioni del gatto, nel frattempo dato in adozione a una famiglia. La prova avrebbe dovuto consistere in una fotografia dell’animale accanto a un quotidiano. Una prova che, però, non è mai arrivata. Da allora le Ravecca hanno continuato a chiedere formalmente informazioni sulla sorte del felino, sulle presunte prove dell’adozione e sulle motivazioni del mancato affidamento, coinvolgendo anche l’ex sindaco di Romano, Sebastian Nicoli, presente anch’egli durante la diretta Rai.

“E’ stata una vicenda che ha colpito me e la mia famiglia molto a livello emotivo.- ha detto Tiziana Ravecca – In tutti questi anni abbiamo cercato solo la verità su quanto accaduto al gattino che avevamo trovato in strada e che avremmo voluto accogliere nella nostra famiglia. Ci auguriamo che questa nuova svolta porti trasparenza e che anche per noi arrivino delle risposte che non sono mai state date”.