Lieto fine

La storia di Linda: dall’inferno della violenza, al matrimonio: “Donne, non perdete mai la speranza”

Dopo i soprusi dell’ex convivente ha trovato un nuovo amore con cui è convolata a nozze sabato scorso

La storia di Linda: dall’inferno della violenza, al matrimonio: “Donne, non perdete mai la speranza”

Dall’inferno accanto a un uomo violento, al paradiso ritrovato grazie a una persona che invece l’ha sempre considerata una regina. E’ la storia a lieto fine di Arlinda Salgado, 49enne trevigliese di origine brasiliana, che sabato 2 maggio 2026 ha coronato il suo sogno d’amore con Maurizio Battaglia, di due anni più grande. Un uomo che ha saputo attenderla, dopo il dramma che aveva vissuto e le tante vessazioni subite. E, grazie a lui, è tornata ad avere fiducia nel genere maschile.

La storia di Linda

Linda, come la chiamano tutti a Treviglio, è originaria di Belo Horizonte, in Brasile. Ma ha nel sangue geni italiani, grazie a trisnonni del Veneto e della Sicilia. A soli 11 anni lascia casa per lavorare. Poi, a 20 anni, la decisione di emigrare in Europa, dapprima in Spagna e poi, nel 2007, in Italia, a Varese, per poi trasferirsi nel Cremasco, dove trova lavoro come addetta alle pulizie. E’ qui che, tramite amicizie comuni, conosce l’uomo che per anni diventerà il suo incubo.

“Siamo andati a vivere insieme – ha raccontato Linda – E inizialmente andava tutto bene. Abbiamo avuto anche un figlio nel 2012, Matteo. Insomma, nessun sospetto di quello che mi attendeva. Tutto è cambiato nel 2014″.

L’ex convivente ha iniziato infatti ad avere atteggiamenti aggressivi, che un giorno sono culminati con uno schiaffo a Linda, con cui nel frattempo si era trasferito a Treviglio.

“Gli ho chiaramente detto che se fosse accaduto ancora me ne sarei andata via con il bambino – ha proseguito la 49enne – Ne ho parlato anche con la sua famiglia, ma non hanno preso sul serio la situazione. Sta di fatto che, dopo essere stata picchiata per altre due volte, ho deciso di scappare di casa”.

Anni difficili

E’ stato un periodo difficile per lei e per il figlio, ancora piccolo, tra l’altro affetto da patologie rare. Nel frattempo l’uomo era tornato nel paese di origine cremasco e quindi Linda e Matteo sono potuti rientrare a casa, anche se periodicamente l’ex convivente tornava alla carica con insulti e minacce. Mancando però il suo sostegno economico, il proprietario di casa le ha intimato lo sfratto.

“Non riuscivo a pagare l’affitto – ha spiegato – e così mi sono rivolta ai Servizi sociali e all’associazione Sirio che si occupa di donne vittime di violenza e che mi ha messo a disposizione un avvocato. Per un periodo ho abitato in un hotel, poi in una casa nel centro. Ma era dura, perché facevo lavori precari. E’ stato un vero inferno, anche perché ogni tanto il padre di mio figlio si faceva vivo perché voleva vedere il bambino e nel frattempo non perdeva occasione per insultarmi e minacciarmi. Finché un giudice, vista la situazione, ha stabilito che può vederlo solo in presenza di una educatrice dei servizi sociali”.

La luce in fondo al tunnel

In fondo al tunnel ha cominciato però a vedersi una luce. Che corrispondeva al nome di Maurizio.

“L’ho conosciuto nel 2017 – ha raccontato – C’è stata subito simpatia, ma inizialmente io era solo un’amicizia, perché ero ancora spaventata da quanto accaduto con il mio ex. Maurizio sin da subito mi ha rispettata. Io sono andata con i piedi di piombo, perché dopo tutto quello che ho passato non riuscivo più a fidarmi di nessuno. Maurizio però non mi ha messo fretta. Mi ha lasciato il tempo di capire che lui era diverso e che aveva buone intenzioni con me. Finché, piano piano, mi sono avvicinata a lui e ci siamo fidanzati”.

Un amore che ha avuto come ciliegina sulla torta il matrimonio celebrato il 2 maggio in Municipio a Treviglio.

“Sono felicissima, perché è come se fossi rinata – ha detto entusiasta Linda – E voglio quindi lanciare un messaggio a tutte quelle donne che hanno vissuto la mia stessa situazione: non dovete perdere la speranza di rifarvi una nuova vita, dovete lottare e rimettervi in gioco nuovamente. Io ho ricominciato a credere nell’amore. Bisogna crederci e io sono la dimostrazione che si può fare”.