Una giornata speciale per salutare don Emanuele e ripercorrere nove anni vissuti al fianco della comunità di Capralba e Farinate. Tra la messa di saluto, un originale giro del paese sul cassone di un pick-up, video, musica e regali simbolici, cittadini e associazioni hanno voluto ringraziare il sacerdote per il cammino condiviso.
Nove anni insieme alla comunità
Una giornata intera per dire grazie a don Emanuele e salutare un sacerdote che, dal 2017, è entrato nella vita della comunità di Capralba e Farinate diventandone una presenza importante. Il saluto di domenica scorsa è stato un lungo abbraccio collettivo, fatto di celebrazioni, ricordi, sorrisi e anche qualche inevitabile lacrima. Proprio il 29 ottobre di nove anni fa don Emanuele aveva iniziato il suo cammino a Capralba presentandosi alla comunità con parole che oggi, alla luce del percorso compiuto, assumono un significato ancora più forte: «Vengo in mezzo a voi così, con quello che ho, ma anche con quello che mi manca, con l’entusiasmo e la gioia, ma anche con la trepidazione di iniziare una coinvolgente avventura». Una strada che don Emanuele ha percorso insieme a tante persone del paese e che ora si è conclusa con una giornata pensata proprio per ripercorrere quel cammino. Il momento centrale è stato la messa di saluto, celebrata dallo stesso don Emanuele insieme a don Lorenzo Roncali . In chiesa erano presenti anche il sindaco di Capralba Damiano Cattaneo , che ha dedicato al sacerdote un lungo intervento, ei sindaci Elisa Guercilena di Quintano e Valter Raimondidi Pieranica. Non sono mancati inoltre i rappresentanti delle diverse associazioni del paese, testimonianza di un legame che negli anni ha coinvolto l’intera comunità. Nel suo discorso, il sindaco ha ripercorso i momenti più belli condivisi con don Emanuele, senza dimenticare anche quelli più difficili. Tra questi, inevitabilmente, i mesi della pandemia, quando la vita delle comunità e le relazioni tra le persone furono profondamente messe alla prova.
Il saluto per le strade del paese
Ma la giornata era iniziata già dalla mattina con un momento decisamente particolare. Don Emanuele, in piedi sul cassone posteriore di un pick-up bianco, ha attraversato le strade di tutto il paese. Un modo originale e simbolico per salutare tutti, fermandosi a leggere i numerosi cartelli preparati per lui ea ringraziare associazioni, cittadini e attività commerciali. Un vero e proprio giro di saluto attraverso Capralba, prima di ritrovarsi nel pomeriggio per un momento più informale e festoso. Aperitivo e dj set hanno accompagnato la comunità, mentre un video ha riportato sullo schermo immagini e momenti capaci di riaccendere tanti ricordi vissuti insieme. Un filmato denso di emozioni che ha raccolto, idealmente, il grazie di tutta la comunità.
I regali simbolici e il grazie della comunità
E poi sono arrivati i regali, tre oggetti scelti non soltanto per il loro valore materiale, ma soprattutto per ciò che rappresentano. Il primo è un lungo tavolo, collocato in chiesa, pensato per ricordare tutte le persone incontrate da don Emanuele, le occasioni condivise e il tempo che il sacerdote ha donato a Capralba e Farinate. Poi sedie, legati a uno degli insegnamenti che più hanno caratterizzato il suo modo di stare insieme agli altri: a tavola, e nella vita, si può sempre aggiungere un posto. Infine, un iMac, ho scelto pensando alla sua operatività istantanea. Tre regali diversi, dunque, ma tutti con un significato preciso: le persone incontrate, l’accoglienza e il lavoro. Tre aspetti che, insieme a tanti altri, raccontano il tratto di strada percorso da don Emanuele a Capralba. E proprio quella strada, iniziata nel 2017 con entusiasmo ma anche con la trepidazione per una nuova avventura, si è trasformata in una storia fatta di incontri, difficoltà superate, momenti di festa e quotidianità condivisa. Una storia che la comunità ha voluto salutare con una giornata speciale, dicendo al sacerdote ciò che forse riassume meglio di ogni discorso il senso di questa festa: grazie, don Emanuele, per il tempo e per il cammino fatto insieme.