Cronaca
Fontanella

Viveva a Fontanella il capo della banda di finti restauratori che truffava i sacerdoti

Nella villetta c'erano diversi oggetti d'arte che avevano ricevuto dai sacerdoti di mezza Italia, per i quali chiedevano una sorta "riscatto".

Viveva a Fontanella il capo della banda di finti restauratori che truffava i sacerdoti
Cronaca Bassa orientale, 21 Ottobre 2020 ore 08:41

Erano arrivati nella Bassa dopo aver imperversato in Sardegna, quando hanno capito che il cerchio degli inquirenti si stava per stringere attorno a loro. Così tre dei finti restauratori di oggetti d'arte arrestati ieri, nella maxi operazione "Res Ecclesiae" sono arrivati anche a Fontanella, dove vivevano in una villetta bifamiliare sequestrata ieri dai carabinieri. Al blitz nel paese della Bassa, supportata anche da un elicottero dell'Arma, uno dei membri della banda è finito in carcere mentre gli altri due sono uno ai domiciliari e l'altro, una donna, ha l'obbligo di dimora.

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La banda dei finti restauratori

Si fingevano restauratori per truffare ed estorcere denaro a sacerdoti e responsabili di istituti religiosi cattolici: otto arresti in tutta Italia, e anche a Fontanella. L'operazione è partita dalla Sardegna, ad opera dei carabinieri del Comando tutela Patrimonio culturale su ordine della Procura di Oristano. Al centro delle indagini le attività di una holding criminale composta da 13 cittadini italiani di etnia rom che, prima in Sardegna e poi nella penisola, accreditandosi come restauratori di beni culturali ecclesiastici, hanno truffato ed estorto denaro ad almeno un centinaio di sacerdoti.

I capi nella villetta

Ieri mattina con un'operazione spettacolare, i carabinieri sono intervenuti a Fontanella in una villetta bifamiliare. Qui, i militari hanno fermato tre individui, identificati come i vertici della holding criminali che ha imperversato su tutta la penisola almeno dal 2015. Dei tre, un uomo, ritenuto il vero boss della banda, è finito in carcere. Un altro uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari e la terza, una donna, che con ogni probabilità gestiva i proventi delle azioni della banda, è stata sottoposta ad obbligo di dimora.

I sequestri anche nella Bassa

La villetta, intestata ad uno dei tre e ad un altro membro della banda  residente a Roma, è stata sequestrata. Nell'abitazione i militari hanno rinvenuto beni culturali di arte sacra, il che fa pensare agli inquirenti che dopo aver abbandonato la Sardegna, ormai stretti nella morsa delle indagini, la banda abbia deciso di spostare le proprie attività anche nel resto della Penisola.

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