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Irrigazione di precisione: ecco il mega progetto di Caravaggio

Irrigazione di precisione: ecco il mega progetto di Caravaggio
Treviglio città, 21 Ottobre 2018 ore 00:59

"Inizia una nuova era per l’irrigazione in Bergamasca". Non ha dubbi il presidente del Consorzio di Bonifica della Media pianura bergamasca Franco Gatti. Quella in arrivo grazie ai 18 milioni  di fondi europei appena ottenuti grazie al Piano nazionale di sviluppo agricolo sarà una vera rivoluzione anche per la Bassa. Un'area enorme, circa 500 ettari, passerà dall'irrigazione tradizionale all'irrigazione di precisione.

Come funziona adesso

I tre progetti pilota partiranno nei comprensori della roggia Serio, tra Zanica e Urgnano, della roggia Borgogna, tra Calcinate, Bolgare e Costa di Mezzate, e a Caravaggio, dove l’acqua utilizzata per irrigare i campi è sotterranea, pescata dalla falda. Oggi si irriga per scorrimento: l’acqua viene convogliata nelle rogge e da lì le si permette di inondare i campi, uno dopo l’altro, seguendo turni ben precisi. Quando è poca, tuttavia, sono dolori.

L'irrigazione di precisione a pioggia

Il nuovo sistema consiste nell’irrigare le colture (mais e foraggio, soprattutto: siamo nel cuore del polo zootecnico della Bassa) a pioggia. Per quanto riguarda Caravaggio, venti chilometri di tubazioni correranno in lungo e in largo attraverso i campi del comprensorio, che sarà diviso in 24 «comizi» per un totale di 513 ettari. L’investimento a Caravaggio sarà di 5,5 milioni di euro. Le tubazioni convoglieranno l’acqua sollevata da una nuova stazione di sollevamento, che a sua volta raccoglierà l’acqua dei pozzi Montizzolo, Rossero e Rondanina. Da lì, venti chilometri di tubazioni porteranno l’acqua ai diversi comizi, dove apposite vasche interrate la manderanno in pressione fino a 7-9 bar.

Droni per controllare le colture

A questo punto saranno gli agricoltori a entrare in gioco. Dovranno acquistare, tramite finanziamenti successivi, appositi macchine automatiche che spruzzeranno l’acqua facendola cadere a pioggia sul terreno. Droni e sonde controlleranno lo stato del terreno nelle diverse aree del campo, permettendo così di "dosare" l’acqua secondo le necessità. Risparmiandone circa due terzi.

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