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Consorzio di bonifica, contributo europeo da 18 milioni di euro per l'irrigazione 4.0

Interessati circa 2mila ettari in tutto il comprensorio, coinvolti 8 Comuni.

Consorzio di bonifica, contributo europeo da 18 milioni di euro per l'irrigazione 4.0
Treviglio città, 16 Ottobre 2018 ore 18:48

Diciassette milioni e 400mila euro. A tanto ammonta il contributo ottenuto dal Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca, grazie ad un innovativo progetto di irrigazione definito 4.0. Una rete comune, pubblica, una concezione innovativa, diversa, una nuova impostazione per la gestione dell’acqua irrigua in una vasta area del comprensorio gestito dall’ente.

Irrigazione 4.0

Si tratta in pratica di irrigazione di precisione, che andrà a sostituire quella massiva su una superficie complessiva di oltre 20mila ettari, distribuiti in tre diverse zone, con un conseguente risparmio di acqua pari a circa il 60 per cento.

Il presidente del Consorzio, Franco Gatti, non nasconde la sua soddisfazione per il grande risultato ottenuto: “Questa importante somma arriva dal Piano nazionale di Sviluppo Agricolo. Si tratta di fondi europei che il Consorzio ha ottenuto partecipato ad un apposito bando. Sono state presentate circa 70 domande, ma solo 19 sono state promosse in base a dei criteri molto selettivi. Il progetto del Consorzio della Media Pianura Bergamasca è tra questi, ed è l’unico in Lombardia”.

Centrale a Medolago

Con questa progettualità comincia una nuova epoca per l’irrigazione nella bergamasca: “Questo innovativo sistema permette di decidere quando, come e che quantitativo di acqua irrigare, grazie all’utilizzo di una particolare tecnologia che consente di stabilire lo stato delle colture e che comprende anche l’uso di droni – spiega il presidente -. La centrale operativa per la gestione di questo sistema sarà a Medolago, nella cascina che stiamo ristrutturando, dove sarà ospitato un centro per la gestione dell’irrigazione e della bonifica”.

La novità

Per applicare questa innovazione sono state individuate tre aree, ideali per dimensione e per il numero di aziende che comprendono. L’irrigazione a scorrimento sarà sostituita con quella a pioggia grazie all’ausilio di macchine semoventi dotate di una tecnologia particolare. “Non possiamo trasformare tutto il sistema di irrigazione in quanto ne va conservata una parte a scorrimento per mantenere filari, ambiente ed ecosistema che da secoli caratterizzano la campagna bergamasca”, spiega Gatti.

Le aree del progetto

Area afferente la roggia Serio, comune di Caravaggio: una zona irrigata con pozzi, con acqua di falda. All’incirca 500 ettari verranno trasformati con l’irrigazione a pioggia e saranno quindi interessati dalla messa in opera di circa 20 chilometri di tubazioni, alle quali poi verranno attaccati degli appositi macchinari (rotoloni o pivot). L’opera costerà circa 5,3 milioni e sarà tutto compreso nel contributo, tranne l’acquisto delle macchine, per le quali però saranno disponibili dei fondi a livello regionale.

Area afferente la roggia Borgogna, comuni di Costa di Mezzate, Bagnatica, Bolgare, Cavernago e Calcinate. L’area interessata è circa 900 ettari. Verranno posati circa 40 chilometri di condotte per una spesa di 6 milioni e 600mila euro.

Area afferente la roggia Serio, comuni di Zanica e Urgnano. L’area interessata è di circa 500 ettari e la spesa di 5,3 milioni.

“Questa innovazione consente di garantire maggiormente il raccolto, soprattutto perché c’è un grande risparmio di acqua – ha aggiunto il presidente Gatti -. Un intervento necessario soprattutto nell’area della roggia Serio, dove non esiste un’infrastruttura che permette di immagazzinare acqua. Alcune aziende anche quest’anno hanno perso i raccolti a causa della siccità estiva”.

Il team

Il grande sforzo del team che si è occupato di preparare il progetto (il direttore generale del Consorzio Mario Reduzzi, il Rup consortile Giovanni Radice e i responsabili consortili Antonio Montanaro e Fausto Gaini, sotto la guida agronomica di Giovanni Giupponi) è stato quindi premiato, ma tutto deve essere pronto entro il 2023: “Le risorse sono disponibili dal 2014 ma il Ministero ha impiegato 4 anni per preparare il bando – spiega il vicepresidente del Consorzio Mario Scaini -. Attualmente la graduatoria è provvisoria, i fondi non sono ancora arrivati e per sistemare tutto ci vorrà almeno un altro anno. L’unica nostra preoccupazione è che burocrazia si è già mangiata cinque anni, quindi dobbiamo farci trovare pronti per sfruttare il poco tempo che ci rimane”.

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