Scritte volgari e ingiuriose e la fotografia sulla lapide mandata in frantumi. Sono rimasti senza parole i famigliari dell’ex sindaco di Treviglio Ermanno Riganti quando lo scorso 14 agosto si sono trovati davanti la tomba di famiglia vandalizzata. Un gesto ignobile, come tutti quelli che purtroppo sempre più spesso accadono nei cimiteri della zona, che è stato subito denunciato alle Forze dell’ordine.
Vandalizzata la tomba dell’ex sindaco
Una scoperta amara per i parenti dell’ex primo cittadino della Democrazia Cristiana scomparso nel 2007 all’età di 84 anni. Una famiglia, quella di Riganti, conosciuta e stimata in città e che ha subito raccolto la solidarietà di tanti trevigliesi. Il raid, chiaramente diretto alla figura dell’ex sindaco rimasto in carica alla guida del parlamentino cittadino per una decina d’anni a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, si consumato nei giorni prima di Ferragosto, ma è stato scoperto venerdì scorso, 14 agosto da alcuni famigliari che si erano recati in visita alla tomba di famiglia.

Scritte ingiuriose e fotografia in frantumi
Sulla lapide erano comparse scritte ingiuriose e la fotografia di Ermanno Riganti era stata mandata in frantumi utilizzando un pezzo di ferro, forse, o un grosso sasso. La famiglia ha, quindi, sporto denuncia al Commissariato di Polizia di Treviglio che ora sta indagando per cercare di risalire all’autore del gesto. Potrebbero essere le telecamere posizionate in zona a dare qualche riscontro, ma al momento “non c’è nessuna novità”, come ha confermato il nipote Jacopo Riganti anche lui ex consigliere comunale eletto in quota Lega nel 2016.
“Purtroppo c’è gente che si diverte in questo modo – ha commentato amareggiato – Chiaramente ci siamo attivati per sostituire la fotografia danneggiata ma al momento non è ancora stata ripristinata”.
Ermanno Riganti fu parte, con i suoi due mandati dal 1965 al 1975, della lunga tradizione della Democrazia Cristiana che amministrò in città per più di quarant’anni. Ereditò il testimone da Attilio Mozzi per lasciarlo poi nelle mani di Ferruccio Gusmini.
Sgomento e indignazione in città
Oggi, lo sgomento e l’indignazione, però non conosce partito politico.
“Un gesto del genere non ha giustificazione – ha commentato il consigliere del Pd Erik Molteni – Il cimitero è un luogo di raccoglimento, e la memoria delle persone che non ci sono più merita rispetto, sempre e comunque. Colpire la tomba di una persona, danneggiarne l’immagine, è un atto che ferisce prima di tutto la sua famiglia, e con lei l’intera comunità. Il rispetto per chi non può più difendersi è un valore che dovremmo sentire come nostro, tutti, senza eccezioni”.
“Il cimitero è un posto sacro: nessuno deve permettersi di toccare niente”, ha fatto eco l’assessore al Bilancio Valentina Tugnoli (FdI) rinnovando, come Molteni, la vicinanza alla famiglia per “il gesto bruttissimo che ha colpito una figura storica della nostra città”.