Menu
Cerca
Caso migranti

Inchiesta sui richiedenti asilo, controlli dei carabinieri in venti centri di accoglienza

Controlli amministrativi dei militari dell’Arma anche nella sede della cooperativa Ruah e di Casa Amadei.

Inchiesta sui richiedenti asilo, controlli dei carabinieri in venti centri di accoglienza
Cronaca Bassa orientale, 27 Luglio 2020 ore 09:28

(foto di repertorio)

Proseguono i controlli nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei richiedenti asilo nella Bergamasca. Nella tarda serata di venerdì 24 luglio (e fino alla mezzanotte) i carabinieri si sono recati nella sede della cooperativa Ruah e di Casa Amadei, che ospita circa trenta migranti. Lo stesso è avvenuto nel centro di Botta di Sedrina, nel quale si trovano un centinaio di persone.

Controlli amministrativi

I militari dell’Arma non hanno proceduto ad alcuna perquisizione su richiesta dei magistrati, bensì hanno effettuato una serie di controlli amministrativi in merito al rispetto delle regole. Nei giorni scorsi, si erano recati in una ventina di centri accoglienza, anche più volte al giorno e in diverse fasce orarie, dove avevano controllato i registri e altri documenti acquisendoli in copia.

In ogni caso, il collegamento con le indagini resta sullo sfondo, tanto che nelle strutture più grandi si sono presentati anche i Carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo che stanno indagando sulle due (presunte) associazioni per delinquere finalizzate alla truffa. Il filone principale coinvolge padre Antonio Zanotti, agli arresti domiciliari insieme alla presidente e all’economo della cooperativa Rinnovamento.

LEGGI ANCHE: Inchiesta migranti, padre Zanotti in silenzio davanti ai giudici

L’indagine per truffa

Il secondo filone di indagini riguarda invece le regole di gestione dei migranti, come ad esempio le loro presenze effettive, il rapporto tra il loro numero e quello degli operatori dei centri e l’impiego dei richiedenti asilo in eventuali lavori. Nel filone madre è infatti emerso come alcuni migranti continuassero a essere ospitati nonostante avessero un lavoro, cosa che non è permessa nel caso in cui guadagnino più di 4.800 euro in un anno. Tuttavia, se ciò non viene comunicato alla Prefettura si configura una truffa perché il centro continua a percepire i 35 euro al giorno per il mantenimento degli ospiti.

TORNA ALLA HOME

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli