Una giornata di festa quella di sabato 19 settembre per l’Auser di Martinengo ma anche per tutta la comunità, che ha recuperato il centro diurno di via Crocefisso, da anni ammalorato e bersagliato dai furti.
Centro diurno riqualificato dopo anni di attesa
Era uno degli obiettivi del sindaco Pasquale Busetti riqualificare il centro diurno di via Crocefisso, che da anni attendeva un intervento invocato più volte da Assunta Ceribelli, presidente dell’Auser comunale che lo gestisce. Per questo sabato mattina il primo cittadino ha espresso tutta la sua soddisfazione per l’opera portata a termine in agosto, che ha richiesto un investimento di 325mila euro. Dopo aver letto i messaggi di congratulazioni pervenuti da parte della Ministra per la disabilità onorevole Alessandra Locatelli, del presidente della Regione Lombardia di Attilio Fontana e del prefetto di Bergamo Luca Rotondi, impossibilitati a presenziare alla cerimonia, Busetti salutato la cittadinanza ricordando la storia della struttura.
“Ci ritroviamo oggi per celebrare un traguardo importante – ha esordito – l’inaugurazione del rinnovato centro diurno ‘Severo Vescovi’. Si tratta di un edificio che appartiene alla storia di Martinengo e che, nel corso degli anni, ha saputo cambiare volto e funzione, continuando a rappresentare un punto di riferimento per tante persone. Costruito intorno agli anni ’60, inizialmente utilizzato come discoteca e oggi conosciuto dai più come “Circolì”, questo luogo è profondamente legato alla storia dell’associazionismo locale. Nel 1983 nacque in città l’’Associazione Anziani e Pensionati’, la prima sorta nella Bassa Bergamasca – zona Calciana – per iniziativa di alcune persone sensibili ai bisogni della comunità, in ambito parrocchiale, sanitario e associativo in genere. La prima sede fu in via Allegreni, concessa dal Comune, e successivamente nella sala San Giorgio, concessa dal parroco. Poi, di fronte alla necessità di nuovi spazi, l’Amministrazione comunale ha messo a disposizione degli anziani, in comodato d’uso gratuito, gli ambienti di questa struttura, inaugurata il 29 settembre 1991. Il percorso è proseguito il 22 gennaio 2000, con la costituzione dell’associazione ‘Auser Anziani e Pensionati – Martinengo’. Una storia che ci insegna quanto siano preziosi i luoghi capaci di favorire l’incontro, la partecipazione e la condivisione. Per questo l’Amministrazione comunale ha sempre posto al centro della propria azione politica la sicurezza e il benessere sociale”.
Il primo cittadino ha quindi ripercorso le fasi della ristrutturazione, illustrando l’opera nei dettagli, senza dimenticare di ringraziare Luciano Facchinetti della Bocciofila di Ghisalba per la collaborazione nella realizzazione del nuovo campo di bocce in resina acrilica, tutte le persone che hanno lavorato in questi sette mesi per trasformare il progetto in una realtà concreta, e la presidente Ceribelli, con tutti i suoi collaboratori.
“Che questa inaugurazione, possa segnare l’inizio di un nuovo capitolo, fatto di partecipazione, di incontri e di nuove opportunità, all’insegna di una crescita collettiva – ha concluso – Una struttura prende vita davvero quando viene abitata dalle persone, quando diventa luogo di incontro e quando riesce a creare relazioni. È questo l’auspicio con cui oggi consegniamo questo spazio alla nostra comunità”.
Tra il folto pubblico presente c’erano anche colleghi sindaci e il maresciallo dei carabinieri Giovanni Ranieri.
“Sono onorata di rappresentare l’associazione – è intervenuta Ceribelli – oggi sono qui, con lo stesso entusiasmo del lontano 2001 quando sono entrata come volontaria, per l’inaugurazione del centro diurno rimesso a nuovo grazie all’attuale Amministrazione, in particolare al sindaco e ai suoi collaboratori. Porgo i miei più sentiti ringraziamenti per il suo costante impegno nei confronti dei pensionati, degli anziani ma anche verso i più giovani. Io e i miei collaboratori abbiamo in mente molte iniziative e cercheremo di metterle in atto, creando nuove attività oltre a quelle già presenti. Sogno un mondo dove anziani e giovani possano collaborare per migliorare la società. Un ringraziamento anche alla presidenza dell’Auser provinciale per l’impegno e la solidarietà profuse per tutte le Auser della provincia, che sono tante”.
Intitolazione allo scultore Severo Vescovi
Il centro diurno completamente rinnovato è stato intitolato allo scultore martinenghese Severo Vescovi, che ebbe i natali in una famiglia nota per la lavorazione artistica del marmo e dell’onice. Un enfant prodige che, a soli 11 anni, realizzò il capitello della Colonna dei Caduti a Bolgare. Cresciuto, decise di intraprendere la carriera artistica e dal 1923 al 1929 frequentò l’Accademia Carrara di Bergamo. Nel 1950 partecipò alla Biennale di Milano con la “Pietà”, ottenendo un’importante segnalazione. Sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche e private nella nostra provincia come in Vaticano, Brasile e Francia. Scolpì fino agli ultimi giorni della sua vita, frequentando proprio il centro diurno, e morì 14 novembre 2000 a 96 anni.
“Ringrazio l’Amministrazione comunale a nome della mia famiglia per aver intitolato questo centro diurno a nostro padre, un riconoscimento che ci onora perché valorizza la figura dell’artista – ha affermato la figlia dello scultore, Carla Vescovi – Grazie a tutta la comunità per questo omaggio che ci fa particolarmente piacere in quanto papà frequentava questa struttura e faceva parte dell’associazione. In cielo ne sarà felice. In segno di riconoscenza abbiamo deciso di donare un suo autoritratto in bronzo, che sarà collocato nell’edificio”.
Il plauso dei vertici Auser
A portare i saluti dell’Auser provinciale è intervenuta la vicepresidente Vilma Biffi.
“Oggi il taglio del nastro è solo il segno di qualcosa che si deve metter in moto, il motore di Martinengo che funziona se qualcuno partecipa – ha osservato – Condividere una sede significa condividere anche idee ed entusiasmo. Le gite Auser non sono semplicemente vacanze ma sono interventi di salute pubblica perché generano benessere, di cui tutti hanno bisogno soprattutto quando l’età è avanzata. Auguro che però che questo diventi un Centro anche per i più giovani, che sanno portare nuove energie e che magari potranno dare il loro apporto nel volontariato. Un grazie all’Amministrazione e a tutti coloro che ogni giorno mettono a disposizione tempo e capacità”.
Presente anche l’Auser regionale, nella persona della presidente Tiziana Scalco.
“La nostra è una rete nazionale di volontariato che cerca di capire quali sono i bisogni delle persone, colpite, a una certa età, dalla solitudine, e dar vita a un’idea di comunità, di partecipazione – ha spiegato – Manteniamo rapporti importanti con le istituzioni, con le quali sottoscriviamo convenzioni per fare molte attività: pensiamo all’aiuto alla persona e alla socializzazione, sempre nel segno dell’intergenerazionalità. L”invecchiamento attivo è fondamentale. Grazie per le sedi come questa he diventano presidi per tutta la comunità”.
Gli interventi istituzionali
Tra gli ospiti invitati a dare un contributo c’era l’assessore Politiche sociali, longevità, Salute e Sport del Comune di Bergamo Marcella Messina, che ha sottolineato come il progetto sia “lungimirante per la comunità, in quanto riqualificare uno spazio e rimetterlo al centro delle politiche del Comune vuol dire restituire dignità alle tante persone che spesso sentono una malattia del nostro tempo che si chiama solitudine e si combatte solo stando insieme”.
La parola è quindi passata all’onorevole deputata Rebecca Frassini, che ha affermato la centralità dell’opera per via dell’invecchiamento della popolazione, rimarcando però anche l’importanza di “mettere a disposizione la testimonianza degli anziani ai giovani” perché è “fondamentale lo scambio di vissuto: la solitudine riguarda anche i ragazzi, che hanno tanto bisogno di essere ascoltati. E sarebbe prezioso per loro poter ascoltare il racconto di chi ha più esperienza”.
A chiudere gli interventi istituzionali sono stati i consiglieri regionali Davide Casati e Giovanni Malanchini.
“Con la pandemia da Covid abbiamo avuto ancor più consapevolezza dell’importanza di Auser e l’impegno che ci possiamo prendere è quello di accompagnarla – ha ricordato Malanchini – perché a parità di risorse un’Amministrazione pubblica non potrebbe fare le cose bene come l’associazione: da una parte infatti c’è la burocrazia e dall’altra la gentilezza. Faccio i complimenti per l’immobile: i servizi devono essere utili e funzionali ma la bellezza delle strutture è altrettanto fondamentale”.
“Grazie all’Amministrazione comunale che ha voluto investire risorse pubbliche in questo edificio, non era scontato – ha aggiunto Casati – se ha deciso di spendere qui è perché ha deciso di andare nella direzione della prossimità alle persone più anziane, più sagge. Auguro di vivere l’immobile mettendoci il cuore, perché si così combatte la solitudine: invito volontari ad essere ancora di più, c’è bisogno di tutti per creare la comunità”.
La mattinata si è conclusa con il tradizionale taglio del nastro, la benedizione dei locali da parte del parroco, monsignor Vittorio Bonati, la visita e uno stuzzicante rinfresco.
GUARDA LA GALLERY (8 foto)