Contrabbando

Importavano tonnellate di carburante dalla Polonia: dieci arresti

Dalla Polonia ai nostri distributori

Bergamo e hinterland, 16 Settembre 2020 ore 07:58

Oltre 4,28 milioni di litri, ossia circa 3600 tonnellate di prodotti petroliferi contrabbandati, per 2,8 milioni di euro di imposte evase. Sono le cifre dell’attività di un’organizzazione criminale con base a Bergamo, e ramificazioni in Polonia e Germania, smantellata dalle Fiamme gialle bergamasche dopo due anni di indagini. Dieci, gli arresti. Sequestrati anche 17 Tir, utilizzati per il trasporto illecito dei carburanti. Gli acquirenti? Imprese di trasporti, aziende agricole, distributori italiani. E ora, il carburante sequestrato sarà consumato (gratuitamente) dai Vigili del fuoco

Dieci arresti per contrabbando di carburante

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo hanno arrestato 10 soggetti accusati di aver messo in piedi un’associazione a delinquere, con base in provincia di Bergamo, dedita all’illecita importazione nel territorio italiano di oli lubrificanti e altri carburanti. La Procura ha ordinato anche il sequestro per valore corrispondente a 2,8 milioni di euro, corrispondenti alle imposte sulla produzione e sui consumi e dalle accise evase.

Due anni di indagini

Il provvedimento, a firma del Presidente della Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bergamo Vito di Vita, su richiesta del Procuratore Aggiunto Maria Cristina Rota e del Sostituto Procuratore Nicola Preteroti è stato emesso sulla base delle risultanze emerse dalle indagini avviate dalle Fiamme Gialle alla fine del 2018.

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bergamo, attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, servizi di osservazione, pedinamenti, acquisizione di testimonianze, indagini finanziarie e l’approfondimento di segnalazioni per operazioni finanziarie sospette hanno smascherato un’organizzazione criminale costituita da 21 soggetti accusati, a vario titolo, di gestire il commercio in nero di rilevanti quantitativi di prodotti petroliferi introdotti di contrabbando in Italia.

Dalla Polonia all’Italia

Il sistema criminale, come lo ha definito il GIP nel suo provvedimento di arresto, è stato dettagliatamente ricostruito dai militari impegnati nelle indagini e prevedeva l’acquisto del prodotto presso raffinerie in Polonia ad opera di alcuni sodali stabiliti in quel Paese, i quali avevano il compito di inviarlo in Germania, presso un deposito di cui l’organizzazione aveva la disponibilità. Dalla Baviera, dopo aver attraversato l’Austria, il carico giungeva attraverso il Brennero in Italia, all’interno di cisterne di PVC della capienza di 1000 litri, trasportate a bordo di tir telonati. All’arrivo presso un capannone, individuato in provincia di Milano, il prodotto veniva travasato in autocisterne per la successiva consegna a cura di autotrasportatori ai clienti finali, principalmente nel Sud Italia. Per i clienti stabiliti nelle regioni del Nord, invece, il prodotto veniva consegnato direttamente senza essere stoccato
nel deposito milanese.

Via auto o anche via treno, fino a Melzo

Talvolta il trasporto avveniva su rotaia mediante cisterne della capienza di 30.000 litri che, all’arrivo presso l’interporto di Melzo (MI), venivano prelevati da tir in uso all’organizzazione per la successiva consegna. In tutti i casi, il prodotto petrolifero viaggiava scortato da documenti che ne descrivevano una diversa natura (principalmente detersivo e collanti) o addirittura senza alcun documento di trasporto. Per ridurre il rischio di eventuali controlli, le fasi di arrivo e consegna erano pressoché concomitanti ed il pagamento delle transazioni in contanti o mediante bonifici su conti esteri.

Contrabbandati 4,28 milioni di litri

Sulla scorta delle risultanze tecniche e investigative, l’associazione ha introdotto complessivamente 4.280.000 litri (corrispondenti a circa 3.600 tonnellate) di prodotti petroliferi di contrabbando. A finire in carcere a Bergamo un cinquantaquattrenne residente a Carobbio degli Angeli (BG), ritenuto il capo e promotore dell’organizzazione, un cinquantasettenne di Gorlago (BG), un cinquantunenne di Trezzano sul Naviglio (MI) con precedenti per ricettazione, truffa, associazione a delinquere per clonazione di carte di credito, un sessantaduenne di Meda (MB) già indagato per bancarotta, frode fiscale, truffa, riciclaggio e falso in bilancio e un trentaquattrenne di Albairate (MI). Tra le persone destinatarie del provvedimento di arresto anche 5 soggetti di nazionalità polacca, per i quali è stata intrapresa la procedura di rintraccio.

Gli acquirenti? Imprese di trasporti, aziende agricole, distributori

Nel corso delle indagini, nonostante siano stati intercettati dai finanzieri diversi carichi, l’associazione ha cercato di volta in volta di rimodulare il suo modus operandi, per non interrompere l’illecito traffico. Tra i principali acquirenti figurano imprese operanti nel settore dei trasporti, aziende agricole, società dedite alla commercializzazione di prodotti petroliferi e distributori stradali.

Il carburante sequestrato donato ai Vigili del fuoco

Su autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, oltre 195 mila litri di carburante sottoposto a sequestro sono stati destinati ai Vigili del Fuoco di Bergamo, Milano e Lecco ed utilizzati per rifornire i mezzi di soccorso. Durante le perquisizioni sono stati messi i sigilli su 17 tir utilizzati per trasportare i prodotti petroliferi di contrabbando.

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