Cronaca
Telgate

Impigliato nella fresa, imprenditore 79enne muore a Telgate

Ennesima tragedia sul lavoro, domenica sera in un'officina meccanica del paese. La vittima è Giuseppe Finazzi, di Chiuduno.

Impigliato nella fresa, imprenditore 79enne muore a Telgate
Cronaca Media pianura, 11 Aprile 2022 ore 17:19

Stava lavorando su una lunga fresa per produrre un cilindro di plastica, quando il vestito che indossava si è impigliato nel macchinario, trascinandolo violentemente contro la stessa fresa. E' morto così, ieri sera, Giuseppe Finazzi, 79enne titolare di un'officina meccanica di Telgate, la "Cmf". L'ennesimo incidente mortale sul lavoro si è verificato domenica 10 aprile 2022, attorno alle 20.30, al 30 di via Primo Maggio.

Tragedia sul lavoro a Telgate, imprenditore muore trascinato contro la fresa

L'uomo, residente a Chiuduno, era ancora al lavoro, e la domenica sera era solo alla sua postazione. Una tragedia sulla quale sta indagando ora il Servizio di Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro di Ats Bergamo, che appurerà esattamente le circostanze dell'incidente e le condizioni di sicurezza in cui è avvenuto. Tanto più che non ci sono testimoni diretti dell'incidente: a trovare l'uomo senza vita sono stati alcuni parenti, che in serata sono andati in officina a cercarlo. Nel tardo pomeriggio di domenica, spiega PrimaBergamo, Finazzi era andato nella sua azienda per ultimare un lavoro. La moglie Luisa, non vedendolo rientrare per cena, si è preoccupata e ha così chiamato la figlia Maria Chiara, che ha chiesto al marito Armando Platto di andare a controllare: è stato il genero a trovarlo in officina senza vita, sul macchinario.

Per lui, purtroppo, non c'era più nulla da fare: secondo le prime ipotesi di Ats, il violento urto contro il macchinario l'ha ucciso sul colpo.  Sul posto oltre ai soccorritori del 118 sono intervenuti anche i Vigili del fuoco e l'Ats stessa, che ha provveduto anche a mettere sotto sequestro la fresa.

Così Sergio Piazzolla, Responsabile Area Specialistica Igiene e Sicurezza del Lavoro di Ats Bergamo:

"L'utilizzo di macchinari che prevedono la rotazione veloce di loro parti per eseguire lavorazioni sui pezzi, come la fresa utilizzata in questo caso, prevede in via generale la presenza di schermi e ripari posizionabili davanti alle parti in movimento al fine di impedire il contatto accidentale tra l'operatore e l'attrezzatura. In alternativa è possibile la dotazione di fotocellule di controllo che bloccano la macchina se l'operatore si avvicina troppo all'utensile, o ancora l'installazione di recinzioni di segregazione della macchina con cancelletto d'accesso che la ferma quando viene aperto. In assenza di tali protezioni ed operando in prossimità degli organi in movimento, è possibile che possano essere agganciati lembi di indumenti o anche di guanti di protezione. Se gli indumenti non si strappano o sfilano immediatamente, il loro aggancio causa il trascinamento e sbalzamento di tutta la persona e l'urto contro il macchinario. In queste situazioni potrebbe essere determinante l'intervento tempestivo di un collega che arresta immediatamente l' attrezzatura oppure la possibilità da parte del lavoratore che è stato agganciato di bloccare lui stesso l'attrezzatura premendo subito il pulsante o la barra di arresto d'emergenza".

 

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