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Alcool al volante, il prefetto salva il parroco e restituisce la patente: "Un errore"

Gli agenti della Polizia locale di Cassano avevano fermato don Luigi Baggi a luglio per guida in stato d'ebbrezza. Ma c'è stato un errore.

Alcool al volante, il prefetto salva il parroco e restituisce la patente: "Un errore"
Treviglio città, 17 Settembre 2018 ore 15:58

Alcool al volante, il prefetto salva il parroco e restituisce la patente: "Un errore".    I vigili di Cassano l' avevano fermato e gli avevano ritirato la patente per guida in stato d'ebbrezza, ma ora da Milano arriva l'intervento del Prefetto che annulla tutto. Ecco perché.

Patente restituita grazie al prefetto

Si è preso una bella rivincita don Luigi Baggi, che il 15 luglio scorso, dopo un pranzo al ristorante  Cantarana, era stato fermato da una pattuglia della Polizia locale in seguito a una manovra poco ortodossa sull’ex Statale 11 in direzione di Brescia. Invitato a sottoporsi al test dell’etilometro, il tasso alcolemico era risultato di poco superiore al consentito, facendo scattare la sospensione della patente per tre mesi, con multa e decurtazione punti. La normativa italiana infatti stabilisce come valore limite legale il tasso di alcolemia di 0,5 g/litro, e il sacerdote aveva fatto registrare lo 0,52. Ma... c’è un ma.

Un nuovo test annulla il primo

Gli agenti effettuano sempre due prove e il secondo rilievo aveva evidenziato un tasso non superiore allo 0,50 g/l, ma non era stato considerato. E così il parroco ha deciso di rivolgersi a un legale per far valere le sue ragioni. Secondo la Corte di Cassazione, infatti, in questi casi l’automobilista non è perseguibile.

Polemiche sulla "fuga di notizie"

Sul caso è intervenuto anche il comandante della Polizia locale di Cassano Massimo Caiani, che tiene a scaricare la patata bollente.
"Innanzitutto quando è stata fatta la contestazione mi trovavo in ferie"  ha affermato  "Appena rientrato mi sono stupito di leggere la notizia sui giornali perché i cittadini vanno tutelati. Ho effettuato le opportune verifiche che mi hanno confermato che la notizia non è uscita dal comando, altrimenti avrei preso i dovuti provvedimenti. In ogni caso se il prefetto ha ritenuto di ritirare la sospensione significa che abbiamo sbagliato o che il ricorrente ha trovato elementi ritenuti validi".

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