Chiesa

Il colognese Padre Pizzaballa è il nuovo Patriarca di Gerusalemme

"Sua Beatitudine" monsignor Pierbattista Pizzaballa è nato a Cologno il 21 aprile 1965. La mamma Maria Tadini vive nella frazione di Castel Liteggio.

Il colognese Padre Pizzaballa è il nuovo Patriarca di Gerusalemme
Media pianura, 24 Ottobre 2020 ore 13:01

Papa Francesco ha nominato oggi, sabato 24 ottobre,  Monsignor Pierbattista Pizzaballa a nuovo Patriarca di Gerusalemme dei Latini. Colognese, nativo della frazione di Castel Liteggio, il francescano padre Pizzaballa  è stato per anni Custode di Terrasanta e dal 2016  era Amministratore Apostolico a Gerusalemme.

Il titolo di “Sua Beatitudine”

Quella di Patriarca di Gerusalemme è una delle cariche ecclesiastiche più importanti della Cristianità è il suo portatore è l’unico tra i vescovi cattolici di rito latino ad avere il diritto a portare il titolo di “sua beatitudine”.

Questa la nota del Patriarcato, a commento della nomina. La carica di Patriarca era vacante.

“Con sentimenti di gioia e di gratitudine, la famiglia del Patriarcato Latino di Gerusalemme, Amman, Nazareth e Cipro, in particolare i vescovi, i vicari patriarcali, i sacerdoti, i diaconi, i seminaristi, i religiosi e le religiose, i consacrati e le consacrate, il Popolo di Dio di tutte le parrocchie, nonché gli operatori delle istituzioni diocesane, si congratula con il nuovo Patriarca, augurandogli che le eccezionali responsabilità a lui affidate portino molto frutto, soprattutto nelle insolite circostanze attuali. Possa Sua Beatitudine ricevere da Dio salute e abbondanza di benedizioni per continuare a servire la nostra Chiesa locale, promuovendo la pace, la giustizia e la riconciliazione”.

Dalla Bassa ai vertici della Cristianità

A Cologno ancora lo chiamano tutti “padre Pizzaballa”, nonostante abbia raggiunto nel corso degli anni i vertici della Cristianità.  Nato 55 anni fa nella frazione di Castel Liteggio da una famiglia originaria di Brignano, nel 2016  era stato accolto da una folla festante nella sua Cologno, quando il Papa l’aveva nominato Amministratore apostolico di Gerusalemme dei latini, elevandolo al rango di Arcivescovo. Fu un ritorno  emozionante  quello di Padre Pizzaballa nella sua Cologno, in quell’occasione: una festa che coinvolse per giorni sia la parrocchia colognese che quella di Brignano.  L’ordinazione si celebrò a Bergamo, in Cattedrale,  nel settembre del 2016.

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Dodici anni da Custode di Terra santa, alfiere del dialogo interreligioso

Il  nome di Padre Pierbattista Pizzaballa era  circolato negli scorsi anni anche come possibile  successore del cardinale Angelo Scola ad Arcivescovo di Milano, ma il Papa fa aveva voluto  per lui la prosecuzione del percorso cominciato  dodici anni prima  come 167esimo Custode di Terra Santa.  Da lì la nomina ad Amministratore apostolico, quando il suo predecessore Fouad Twal, Patriarca emerito, aveva rinunciato alla carica per raggiunti limiti d’età.

In questi anni il francescano colognese è stato una figura chiave nella difficile mediazione interreligiosa e politica della Terra Santa, grazie alla sua conoscenza profonda della lingua ebraica e alla sua riconosciuta capacità strategica e diplomatica: è stato proprio Padre Pierbattista Pizzaballa ad occuparsi della visita in Terra Santa degli ultimi tre pontefici e ad organizzare la storica visita in Vaticano di Abu Mazen e Shimon Peres, presidenti rispettivamente dell’Autorità Palestinese e dello Stato di Israele.  Un tema con il quale dovrà continuare a confrontarsi ora, come Patriarca, avendo  competenza sui cattolici di Israele, Palestina, Giordania e Cipro.

Questo il messaggio diffuso poco fa dal Patriarcato Latino di Gerusalemme in merito alla nomina.

Il Vescovo Beschi: “Grande gioia per Cologno e Bergamo”

Di seguito la nota della Curia di Bergamo nella quale il vescovo Francesco Beschi commenta con grande gioia la notizia.

“L’annuncio della nomina di Sua Eccellenza Monsignor Pierbattista Pizzaballa a Patriarca di Gerusalemme dei Latini mi riempie di gioia, condivisa con i suoi cari, particolarmente la sua mamma, con la Comunità di Cologno al Serio, suo paese natale, con la Comunità francescana e con tutta la nostra Diocesi.

Dopo aver guidato per diversi anni la Custodia di Terrasanta, presenza secolare dei francescani nei luoghi santi della vita di Gesù, da più di quattro anni il Santo Padre lo ha chiamato alla guida del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini, come Amministratore apostolico. Si è trattato di un segno di grande considerazione e stima da parte di Papa Francesco, contrassegnato dalla sua ordinazione episcopale, tenutasi proprio nella nostra Cattedrale nel settembre del 2016, in una celebrazione indimenticabile. Per sua natura questo incarico, di grande delicatezza, si configura come provvisorio in vista della nomina di colui che assume pienamente la guida di una diocesi.

Siamo tutti consapevoli che la guida della diocesi di Gerusalemme, che assurge sin dai primi secoli del cristianesimo al titolo di Patriarcato, è un compito non solo di grande dignità, ma anche di grande responsabilità per la regione geografica che coincide con la terra di Gesù, per la storia della Chiesa e del cristianesimo, per l’attuale situazione che vede la presenza in Terrasanta di tutte le Chiese cristiane e delle grandi religioni Ebraica e Islamica , per la vita delle comunità cristiane di rito latino, formate soprattutto da arabi e palestinesi, per la delicata situazione geopolitica che caratterizza l’intero Medio Oriente.

Proprio questi e altri motivi, ci fanno particolarmente apprezzare la decisione del Papa di designare monsignor Pierbattista come Patriarca di Gerusalemme. Molti bergamaschi lo hanno potuto conoscere al di là dei confini della sua Comunità natale e altrettanti lo hanno potuto incontrare nei pellegrinaggi in Terrasanta, che han visto la nostra Diocesi tra le prime al mondo per numero di pellegrini.

Desidero manifestare a lui i nostri sentimenti di profondo compiacimento e di vicinanza fraterna, accompagnandolo con la nostra corale preghiera in questo servizio che diventa ancor più impegnativo. L’affetto e la considerazione della sua Diocesi natale, confido li avverta, da oggi, ancora più intensi”.

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