Cronaca

Il chiosco riapre, si chiude una stagione di polemiche: il “Giardino di Bariano” torna a vivere

Dopo mesi di dibattito politico e il bando per la nuova gestione, da sabato 16 maggio il chiosco del parco di via Montegrappa ha riaperto i battenti. Una vicenda che ha intrecciato memoria storica, accuse reciproche e visioni opposte sul futuro dell’area verde.

Il chiosco riapre, si chiude una stagione di polemiche: il “Giardino di Bariano” torna a vivere

La struttura, rimasta chiusa per un periodo prolungato, era infatti diventata terreno di scontro tra maggioranza e opposizione, in particolare tra il gruppo consiliare “Vivi Bariano” e il capogruppo di minoranza Marino Lamera, con un acceso confronto sulla storia del parco, sulla sua gestione e sullo stato di salute dell’area verde di via Montegrappa.

Il parco conteso: la disputa sulle origini del “Giardino di Bariano”

La riapertura è finalmente arrivata. Da sabato 16 maggio 2026 il chiosco di via Montegrappa, all’interno del “Giardino di Bariano”, ha ufficialmente rialzato la saracinesca, tornando a essere operativo dopo mesi di attesa e discussioni. A comunicarlo è stata l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Rota, che ha rivolto un augurio di buon lavoro ai nuovi gestori, segnando così la conclusione, almeno sul piano pratico, di una vicenda che negli ultimi mesi aveva assunto anche una forte valenza politica. Le polemiche erano esplose già a marzo, quando Marino Lamera aveva riportato l’attenzione pubblica sulle condizioni del parco e sulla persistente chiusura del chiosco, rivendicando in parte il merito della nascita dell’area verde. Parole che avevano provocato una pronta replica del gruppo “Vivi Bariano”, attraverso il blog ufficiale curato dal consigliere Luigi Gastoldi. La maggioranza aveva contestato la ricostruzione storica proposta dal consigliere di minoranza, sostenendo come il progetto del parco non fosse nato dall’iniziativa di un singolo amministratore, bensì da un percorso collettivo risalente al 1992, sviluppato dagli studenti delle scuole medie insieme a insegnanti, associazioni e volontari del territorio. Secondo “Vivi Bariano”, quando Lamera entrò nell’Amministrazione comunale, nel 2000, il “Giardino di Bariano” era già una realtà consolidata e funzionante. Non solo. La maggioranza aveva anche respinto le accuse di incuria mosse all’attuale gestione del parco, ricordando gli investimenti effettuati negli ultimi anni: dall’installazione di giochi inclusivi alle telecamere di sicurezza, passando per il wi-fi pubblico e la cassetta per il book-crossing. Rispetto agli episodi di degrado e vandalismo denunciati, Gastoldi aveva inoltre evidenziato come criticità analoghe fossero documentate da oltre un decennio e non rappresentassero un fenomeno esclusivo degli ultimi anni.

La replica della minoranza e il nodo del chiosco

Alle accuse aveva risposto a stretto giro lo stesso Marino Lamera, che aveva accusato la maggioranza di proporre una lettura parziale della storia del parco. Pur riconoscendo che il progetto originario del “parco naturale scolastico” fosse nato nel 1992, il consigliere aveva sostenuto che molte delle opere previste non fossero mai state realmente completate e che, alla fine degli anni Novanta, l’area versasse in condizioni di sostanziale abbandono. Nel ricordare quello che definiva lo stato del parco nel 1999, tra erba alta, percorsi ciclabili poco curati e uno stagno ormai ridotto a semplice pozza, Lamera aveva ribadito il proprio contributo alla valorizzazione successiva dell’area, tornando inoltre a criticare le tempistiche con cui era stato gestito il bando per il chiosco, giudicate troppo lente rispetto alla necessità di restituire rapidamente il servizio alla comunità. La questione del punto ristoro, nel frattempo, era diventata simbolo di un dibattito più ampio: da una parte chi rivendicava il lavoro svolto negli anni sul parco, dall’altra chi chiedeva maggiore attenzione alla manutenzione e alla vivibilità dell’area.

Il bando, il nuovo gestore e la riapertura del 16 maggio

Ad aprile, però, la situazione aveva iniziato a sbloccarsi. La commissione giudicatrice comunale aveva infatti assegnato la gestione del chiosco alla società “Condor Eventi” di Palazzolo, unica candidata al bando pubblicato dal Comune. L’offerta prevedeva un canone annuo di 3.600 euro oltre Iva e, fin dai giorni successivi all’assegnazione, erano partiti gli interventi di sistemazione della struttura per consentirne la riapertura in vista della bella stagione. Una notizia che, paradossalmente, aveva raccolto consenso trasversale. Lo stesso Lamera aveva accolto positivamente la nomina dei nuovi gestori, dichiarandosi fiducioso rispetto alla capacità del gruppo di giovani coinvolti di restituire decoro e vitalità al parco di via Montegrappa. Senza rinunciare, tuttavia, a una nuova frecciata politica verso “Vivi Bariano”, tornando sul tema della memoria storica dell’area. Oggi, però, le polemiche sembrano lasciare spazio ai fatti. Con la riapertura ufficiale avvenuta sabato 16 maggio, il chiosco del “Giardino di Bariano” torna finalmente a disposizione dei cittadini, pronto a diventare nuovamente punto di riferimento per famiglie, giovani e frequentatori del parco. Resta sullo sfondo il confronto politico degli ultimi mesi, ma intanto il “Giardino di Bariano” prova a voltare pagina, ripartendo proprio da quel luogo simbolo che, per settimane, era diventato il centro del dibattito pubblico.