Cronaca

Il caso Ikaros arriva sotto la Regione, i collaboratori: “Perchè partecipare alla manifestazione?”

Un collaboratore della Fondazione che ha sede a Calcio denuncia attraverso una lettera le contraddizioni della protesta organizzata. Sullo sfondo, l’inchiesta da 40 milioni sui fondi Pnrr.

Il caso Ikaros arriva sotto la Regione, i collaboratori: “Perchè partecipare alla manifestazione?”

Domani mercoledì 15 aprile 2026 a Milano avrà luogo una manifestazione di protesta per la situazione della Fondazione Ikaros che ha sede a Calcio ma i collaboratori chiedono: “Perchè partecipare?”

La protesta e le pressioni interne

Alla vigilia della manifestazione prevista per mercoledì 15 aprile sotto il palazzo della Regione Lombardia a Milano, emergono tensioni interne al sistema delle fondazioni legate a Ikaros. In una lettera indirizzata alla stampa, un collaboratore della Fondazione Ikaros che ha sede a Calcio solleva interrogativi diretti e circostanziati.

“Famiglie, studenti, dipendenti e collaboratori sono stati fortemente sollecitati a partecipare alla manifestazione. – scrive il collaboratore Ikaros –  “Perché le persone dovrebbero partecipare alla manifestazione?”.

Un dubbio che nasce, secondo l’autore, da una contraddizione tra le richieste di mobilitazione e la realtà vissuta quotidianamente all’interno dell’Ente.

Condizioni di lavoro e gestione delle risorse

Nel testo emergono anche criticità legate alla gestione economica e alle condizioni di lavoro. Il collaboratore denuncia che: “Viene richiesto un contributo ‘volontario’ che, nei fatti, assume i contorni di una retta mascherata”, nonostante i finanziamenti pubblici destinati a coprire i costi formativi. Sul fronte dei lavoratori, la lettera è altrettanto netta: “I dipendenti lavorano per un ente che non applica il CCNL di riferimento del settore”, con condizioni meno tutelanti rispetto agli standard previsti.

“I collaboratori sono spesso costretti ad attendere mesi per il pagamento delle fatture”.-scrive il collaboratore Ikaros – “Parliamo di enti che ricevono decine di milioni di euro di fondi pubblici, ma applicano contratti più convenienti per l’azienda a discapito dei lavoratori”.

L’inchiesta sui fondi Pnrr

Le denunce contenute nella lettera si inseriscono in un quadro già segnato da un’indagine giudiziaria. Nell’ottobre 2025, la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta su presunte malversazioni per circa 40 milioni di euro di fondi Pnrr destinati alla formazione professionale in Lombardia. Al centro figura Daniele Nembrini, fondatore della fondazione, accusato, insieme ad altri, di malversazione, falsi in atti e in bilancio. Secondo gli inquirenti, sarebbe stata costruita nel tempo una rete di società per spostare fondi pubblici tra Italia ed estero, con la fondazione indicata come fulcro del sistema. Le indagini hanno evidenziato flussi milionari verso società collegate e un patrimonio immobiliare cresciuto parallelamente alla sottrazione di risorse. Le fondazioni risultano formalmente parte lesa e la nuova dirigenza non è coinvolta, ma restano sotto verifica i meccanismi finanziari del passato. In questo contesto, osserva il collaboratore:

“Non è un caso se oggi Regione Lombardia richiede maggiori garanzie e una documentazione più stringente prima di erogare ulteriori fondi”.

Mentre le verifiche proseguono, la manifestazione di domani assume così un significato più ampio: non solo una protesta istituzionale, ma il segnale di una frattura interna. E la domanda posta nella lettera resta aperta: “Si chiede … di mobilitarsi in loro difesa?”.