L’ala ovest dell’ex asilo-orfanotrofio di Caravaggio è quasi del tutto ristrutturata, ad aprile l’Amministrazione comunale consegnerà a breve la porzione dell’immobile all’azienda consortile “Risorsa sociale Gera d’Adda” (che lo avrà a disposizione per 20 anni), con l’auspicio che il servizio che verrà offerto a una ventina di persone (quattro persone anziane, 12 con disabilità e quattro in condizioni di grave marginalità) possa attivarsi a partire dall’estate.
Lavori in dirittura d’arrivo
L’intervento sull’ ex asilo-orfanotrofio di via Polidoro Caldara cominciato nell’aprile 2025, che ha comportato un investimento di 1 milione 565mila finanziato con fondi del Pnrr (ma c’è stato un contributo extra di 240mila euro) è a buon punto. Questa mattina l’Amministrazione comunale ha aperto le porte del cantiere per mostrare lo stato di avanzamento dei lavori: presenti il sindaco Claudio Bolandrini l’assessore al Patrimonio e Demanio Marco Cremonesi, il responsabile dell’ufficio Tecnico Paolo Bordegari e gli architetti Bassano e Simone Tironi e il tecnico comunale Paolo Blini.
“L’Amministrazione caravaggina riuscirà a consegnare l’immobile pronto ad aprile – ha spiegato il primo cittadino – è stata una corsa contro il tempo, infatti non è stato facile combinare le prescrizioni della Sovrintendenza ai Beni architettonici per il rispetto dell’edificio storico con la funzione sociale a cui è stato destinato. E’ auspicabile che i servizi possano essere erogati da ‘Risorsa sociale a partire da giugno-luglio”.
Gli operai sono al lavoro per realizzare ingresso con reception, ascensore, alloggi con 20 posti letto, bagni e cucina, mentre i restauratori lavorano sul prezioso ciclo di affreschi sulla vita di San Francesco, che risale al 1600, e sugli inediti dipinti del trevigliese Trento Longaretti realizzate nel Dopoguerra.
“Nell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi – ha ricordato Bolandrini – credo sia il modo migliore per onorare il patrono d’Italia”.
Un progetto-pilota
Si tratta, come noto, di un progetto di rigenerazione urbana di grande valenza sociale, che punta a favorire l’autonomia di persone con disabilità e degli anziani non autosufficienti, rafforzando i servizi domiciliari per consentire la dimissione assistita o prevenire l’ospedalizzazione. Si avranno inoltre a disposizione unità residenziali per fronteggiare l’emergenza abitativa e sostenere famiglie in difficoltà.
“I destinatari sono persone con fragilità che saranno inserite nel tessuto sociale cittadino in modo da allontanare il processo di ospedalizzazione – ha sottolineato Bolandrini – un modello di welfare diffuso nel Nord Europa che questo progetto-pilota grazie all’azienda consortile e ai Comuni che la costituiscono vorrebbero realizzare a a Caravaggio”.
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