L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita dai carabinieri della Compagnia di Treviglio nei confronti di uno straniero ritenuto coinvolto nell’uccisione di un pusher rivale.
Un regolamento di conti per il controllo della piazza di spaccio
Un agguato maturato nell’ambito della guerra per il controllo dello spaccio di droga lungo il fiume Oglio e culminato con la morte di un uomo. A oltre un anno dai fatti, arriva una svolta investigativa: nella giornata di mercoledì 16 luglio i carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino straniero, ritenuto responsabile, in concorso con altri soggetti, del reato di omicidio. Il provvedimento rappresenta l’esito di una lunga e articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, che ha affidato gli accertamenti ai carabinieri della Compagnia di Chiari, impegnati per mesi nel ricostruire quanto accaduto il 12 aprile 2025 sulle rive dell’Oglio, nel territorio comunale di Pontoglio. Secondo quanto emerso dalle indagini, all’origine della violenta spedizione punitiva ci sarebbe stato un presunto “sconfinamento” territoriale da parte di un gruppo di spacciatori rivali. Un episodio che avrebbe innescato un regolamento di conti finalizzato a riaffermare il controllo della piazza di spaccio locale.
L’agguato sulle rive del fiume
Gli investigatori hanno ricostruito nel dettaglio le fasi dell’aggressione, che vide coinvolti due cittadini nordafricani. Quella che inizialmente appariva come una semplice lite si sarebbe invece rivelata una vera e propria azione organizzata, con l’obiettivo di eliminare la concorrenza nello smercio di sostanze stupefacenti. Durante l’agguato vennero esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco. Uno dei due uomini coinvolti, un cittadino nordafricano nato nel 1993, nel disperato tentativo di sottrarsi agli inseguitori e ai proiettili, si lanciò nelle acque del fiume Oglio. Un gesto estremo che, purtroppo, non gli salvò la vita. Nei giorni successivi il suo corpo venne recuperato privo di vita, ponendo tragicamente fine alla fuga e aprendo un’indagine per omicidio che ha richiesto mesi di lavoro per individuare i presunti responsabili.
La svolta dopo mesi di indagini
L’attività investigativa coordinata dalla Procura di Brescia e sviluppata dai carabinieri della Compagnia di Chiari ha consentito di raccogliere gli elementi ritenuti sufficienti dall’autorità giudiziaria per richiedere la misura cautelare. L’ordinanza, eseguita dai militari della Compagnia di Treviglio, riguarda uno dei presunti partecipanti alla spedizione punitiva, accusato di aver preso parte, insieme ad altri complici, all’azione culminata con la morte del trentaduenne. L’arresto rappresenta un importante sviluppo in un’inchiesta che ha fatto emergere ancora una volta la pericolosità delle dinamiche legate allo spaccio di droga lungo l’asse del fiume Oglio, dove il controllo del territorio da parte delle organizzazioni criminali può sfociare in violenti regolamenti di conti. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire completamente la rete di soggetti coinvolti nella vicenda.