Giovane ricercatore approda in America per studiare le neuroscienze

Ecco la straordinaria storia di Sebastiano Bariselli, giovane ricercatore specializzato nello studio del cervello e dei suoi meccanismi.

Giovane ricercatore approda in America per studiare le neuroscienze
Romanese, 15 Gennaio 2020 ore 14:31

Da Calcio agli Usa studiando le neuroscienze: ecco la straordinaria storia di Sebastiano Bariselli, giovane ricercatore specializzato nello studio del cervello e dei suoi meccanismi.

Giovane ricercatore approda in America

Il 32enne di origini calcensi, ora ricercatore in America, si è raccontato in una lunga intervista: diplomatosi nel 2006 al liceo scientifico «Galileo Galilei» di Caravaggio, Sebastiano si è poi laureato in Biotecnologie Farmaceutiche a Milano, conseguendo la specializzazione in Biotecnologie del farmaco nel 2012 con il massimo dei voti e la lode. Da lì, il dottorato in Svizzera e l’inizio dell’avventura come ricercatore oltreoceano: «Ho fatto un dottorato a Ginevra, concluso nel 2016 – ha raccontato – Poi ho vinto una borsa di studio per un progetto di ricerca, che sto portando avanti qui in America: ho iniziato nell’ottobre 2017 e concluderò quest’esperienza nel settembre 2020».

Le neuroscienze

Sebastiano ha poi cercato, con la massima chiarezza possibile, di spiegare il dettaglio dei propri studi.

«Mi son sempre occupato del sistema cerebrale e del sistema che regola la dopamina, la “molecola del piacere” – ha raccontato – Nel mio dottorato ho studiato la dopamina in un contesto di autismo, cercando di capire se eventuali alterazioni nel sistema dopaminergico fossero implicate nella ridotta interazione sociale degli autistici. Qui in America, invece, sto studiando la dopamina in un contesto di tossicodipendenza. Il mio progetto è in fase di revisione, ma dovrebbe essere pubblicato a breve. Avendolo concluso, sono tornato al momento a occuparmi di malattie del neurosviluppo, come la sindrome da esposizione ad alcool in fase fetale».

L’alcol in fase fetale, lo studio

Anche in merito all’esposizione del feto all’alcool, Sebastiano ha già raggiunto qualche dimostrazione.

«L’alcool in fase fetale provoca senz’altro un’alterazione cognitiva – ha spiegato – Ha conseguenze molto gravi, soprattutto a livello dell’attenzione, della socialità e dell’emotività. Nella mia precedente ricerca ho invece evidenziato come cocaina e anfetamina, aumentando la dopamina nel cervello, alterassero la plasticità di alcune zone del cervello: l’esposizione a queste sostanze infatti altera le connessioni tra i neuroni, ma alcune di queste connessioni possono anche essere stimolate e ripristinate».

La ricerca negli States

Il futuro, terminata la borsa di studio da ricercatore in America, è un’incognita: «Mi piacerebbe restare nell’ambito accademico. Sarebbe bello tornare in Italia – ha ammesso Sebastiano – Però l’America ha i suoi vantaggi, ha risorse praticamente illimitate per la ricerca e funziona molto bene permettendomi di rimanere a livelli più alti e ottenere risultati più rapidamente e con maggior precisione. Per questo motivo non escludo alcuna possibilità: potrei tornare in Italia, dove mi attendono i miei familiari e le mie nipotine di cui sono molto orgoglioso, ma potrei anche restare in America per condurre al meglio la mia attività di ricercatore. E’ una scelta che prenderò una volta terminata questa borsa di studio».

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