Le indagini

Giallo di Crema: nella casa dove è morta Sabrina non ci sono tracce di droga

Domani verranno analizzate le ossa ritrovate nell'auto bruciata della donna al fine di accertare se si tratti di resti umani o di un cane.

Giallo di Crema: nella casa dove è morta Sabrina non ci sono tracce di droga
Cremasco, 08 Settembre 2020 ore 10:03

Giallo di Crema: nella casa dove è morta Sabrina non ci sarebbero tracce di droga. Dell’omicidio della donna è indagato Alessandro Pasini che sostiene che la 39enne sia morta per overdose.

Giallo di Crema: ossa umane o di cane?

Proseguono le indagini sulla scomparsa di Sabrina Beccalli, la 39enne di Crema di cui si sono perse le tracce nella giornata di Ferragosto. La sua auto viene poi ritrovata bruciata a Vergonzana, in campagna. All’interno della vettura vengono rinvenuti alcuni resti ossei carbonizzati. Ora il quesito che resta da risolvere è: Ossa di umano oppure ossa di animale? Già, perchè due diversi esperti che li hanno analizzano hanno concluso che si tratta di ossa di cane.

Ma Alessandro Pasini, 45 anni, in carcere con l’accusa di omicidio volontario, insiste col dire che quei resti, nella vettura da lui data alle fiamme, sono di Sabrina. Domani si procederà con l’analisi dei reperti e forse, i tre consulenti incaricati dalla procura di Cremona, potranno rispondere a questo quesito.

Overdose o morte violenta?

L’altra questione che si pone è: di cosa è morta Sabrina? Pasini sostiene che la donna sia deceduta a seguito di un’overdose dopo un festino a base di eroina e cocaina. Ma indiscrezioni hanno rivelato che dai sopralluoghi effettuati dai Ris nella casa dove è morta la 39enne, non ci sarebbero tracce di droga. Se così fosse prenderebbe piede sempre più l’ipotesi che sia stato il 45enne a uccidere la donna.

L’esame del Dna

Nel frattempo ieri pomeriggio l’ex generale dei Ris Luciano Garofano ha effettuato un sopralluogo a Vergonzana, nel luogo dove è stata ritrovata bruciata l’auto della mamma. Garofano ha fatto sapere che in base agli esiti delle analisi sulle ossa deciderà come muoversi. Nel caso fossero ossa umane occorrerà l’esame del Dna per stabilirne l’appartenenza i cui esiti arriverebbero in massimo due settimane.

“Se i resti fossero di Sabrina – afferma Antonino Andronico, legale della famiglia Beccalli – questo non farebbe che avvalorare la tesi dell’omicidio” .

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