Furti in villa, fermata banda di nomadi

Furti in villa, fermata banda di nomadi
Cronaca Cremasco, 07 Agosto 2019 ore 16:29

Resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, possesso di arnesi atti allo scasso. Queste le accuse cui dovranno rispondere i quattro nomadi arrestati dai carabinieri di Crema ieri sera, al termine di un rocambolesco inseguimento cominciato dopo un furto in abitazione.

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Quattro arresti

Tutto è cominciato a Izano, quando i carabinieri hanno fermato dopo una segnalazione di furto tre uomini: L.I, classe 1987, D.G, classe 1965, R.O dell’ 80. E una donna, R.F, 49anni. Si tratta di una banda già nota alle forze dell’ordine: sono tutti sinti domiciliati a Palestro (i primi due) e al campo nomadi di Limbiate (gli altri). Tutti censurati e senza lavoro, per lo Stato.

La prima fuga

Tutto è cominciato quando in località Vergonzana una pattuglia ha intercettato e cercato di fermare una Golf nera con targa clonata con a bordo due persone. L’auto era ricercata perché collegata a un tentato furto in abitazione commesso a Izano il giorno precedente
I due si sono dati alla fuga, a folle velocità verso Salvirola. Qui hanno anche forzato un posto di blocco dei carabinieri di Camisano sulla Statale 235. La Radiomobile è comunque riuscita a recuperare l’auto quando i due, poi identificati per i primi due arrestati, l’hanno abbandonata in mezzo ai campi per poi proseguire la fuga a piedi. Sul mezzo c’erano diverse borse contenenti attrezzi da scasso.

Intervengono i complici

Un’ora più tardi i carabinieri hanno però fermato un’altra auto, una Polo scura con a bordo i due complici. E anche i due fuggitivi, appena fatti salire. Dopo un ennesimo tentativo di fuga effettuato anche dal secondo veicolo forzando un altro posto di blocco, nel corso del quale i malfattori si sono disfatti di ulteriori beni, i quattro sono stati finalmente bloccati.

I carabinieri hanno recuperato quindi tre borse firmate e denaro contante per circa 150 euro, provento di furto in abitazione commesso nella prima mattinata ai danni di un operaio 53enne Mancano però all’appello altri orologi. Stamattina davanti al Tribunale di Cremona LL ed EDG sono stati condannati a due anni e a 900 euro di multa ciascuno. Gli altri due, a sette mesi di reclusione con obbligo di presentazione in caserma ogni giorno.

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