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+FLASH+ Tragedia a Treviglio, la vittima è un ex poliziotto

Si è lasciato cadere dal quinto piano della sua abitazione in via Cappuccini, stamattina alle 8.30

+FLASH+ Tragedia a Treviglio, la vittima è un ex poliziotto
Cronaca 16 Agosto 2017 ore 10:53

Un uomo di 76 anni è morto questa mattina a Treviglio, si tratta probabilmente di suicidio. E’ Antonio Belfanti, ex poliziotto in servizio anche al Commissariato cittadino. Il ricordo commosso del vicequestore aggiunto Angelo Lino Murtas.

La tragedia

L’uomo, 76 anni, è caduto dal balcone della sua camera da letto,  al quinto piano di un condominio in via Cappuccini, zona Nord. La tragedia verso le 8.30 di stamattina, mercoledì. E’ morto sul colpo, precipitando nel giardino dello stabile. Inutili i soccorsi. Si indaga per ricostruire esattamente cosa sia successo. Pare che la pista più probabile sia quella dell’estremo gesto. Sposato, viveva con la moglie in un appartamento della zona nord di Treviglio, dove peraltro aveva lavorato per diversi anni, nei Sessanta. Sconvolta e sotto shock, la moglie ha avuto un malore quando è successa la tragedia, ed è stata accompagnata in ospedale.

Da Padova a Treviglio e poi a Bergamo

Belfanti era in pensione dai primi del Duemila, dopo una lunga carriera nella Polizia di Stato. Originario del Varesotto, si era arruolato a 18 anni e aveva lavorato alcuni anni a Padova, nella Squadra Mobile. Poi il trasferimento nella Bergamasca, nei primi anni Sessanta. “Fino alla chiusura del Commissariato cittadino nel 1974 aveva prestato servizio a Treviglio, poi era stato trasferito al Reparto Anticrimine di Bergamo. Per anni si è occupato dell’ufficio denunce e per chiunque entrasse nel suo ufficio aveva una buona parola e un buon consiglio”. Così lo ricorda il vicequestore Angelo Lino Murtas, che oggi dirige il Commissariato di Treviglio, riaperto nel 1994.

“Un uomo buono e altruista”

“E’ sempre stato un uomo in prima linea, che ha dedicato anima e corpo agli altri e alla Polizia – continua Murtas – Disponibilissimo, sensibile, altruista, lo conoscevo da circa trent’anni e non credo di aver mai sentito dalla sua bocca le parole “No”, quando gli veniva chiesto un aiuto”. Molto conosciuto anche a Bergamo, proprio per il suo ruolo in stretto contatto con il  pubblico, anche dopo la pensione non aveva perso i contatti con gli ex colleghi. “Capitava spesso in Commissariato per un saluto, un caffé – continua Murtas – E spesso ci vedevamo anche a Bergamo: passeggiare per il centro, attorno alla Questura, gli ricordava gli anni in Polizia. La notizia della sua ci ha sconvolti”.

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