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Evasione fiscale da un milioni di euro in Val Seriana

Nei guai un'azienda della Val Seriana del settore della fabbricazione di strutture e parti assemblate metalliche.

Evasione fiscale da un milioni di euro in Val Seriana
Cronaca 26 Febbraio 2019 ore 08:33

Evasione fiscale da un milioni di euro in Val Seriana. Sei le persone coinvolte nella frode fiscale denunciate alla Procura della Repubblica di Bergamo per emissione e utilizzo di fatture false. Sequestrate disponibilità finanziarie per oltre 150mila euro.

Evasione fiscale da un milione

La Tenenza della Guardia di Finanza di Clusone, al termine di una verifica fiscale nei confronti di una società di Rovetta (BG) operante nel settore della “fabbricazione di strutture e parti assemblate metalliche”, ha mosso contestazioni fiscali pari a 900 mila euro ai fini delle imposte dirette e per circa 130 mila euro, ai fini Iva. I rilievi dei finanzieri derivano dalla deduzione, da parte dell’azienda verificata, di costi ritenuti in parte non inerenti all’attività d’impresa e in parte rivelatisi fittizi, ossia inesistenti.

Fatture inesistenti

Nel corso dell’ispezione, oltre alle violazioni di natura fiscale, i militari hanno scoperto che nella contabilità dell’azienda erano state annotate fatture d’acquisto relative ad operazioni inesistenti – aventi ad oggetto prestazioni in realtà mai avvenute – per un importo di 380mila euro. Documenti formalmente emessi da cosiddette “cartiere”, cioè società create appositamente “solo sulla carta” per emettere false fatture, utilizzate dalla società verificata per gonfiare i costi ed abbattere, di conseguenza, la base imponibile sulla quale vengono calcolate le imposte da versare all’Erario.

Sequestro da oltre 150mila euro

Il servizio si è concluso con la segnalazione dei rilievi fiscali all’Agenzia delle Entrate e con la denuncia all’Autorità Giudiziaria dell’amministratore della società ispezionata, un sessantenne residente a Clusone, responsabile di aver utilizzato fatture false nelle dichiarazioni dei redditi ed Iva, e di altre cinque persone, originarie del Sebino e della Val Camonica, quali amministratori delle due società cartiere che si sono prestate ad emettere i falsi documenti.

Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Bergamo, Carmen Santoro, ha richiesto al gip il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del profitto del reato – tributario -, quantificato in 153.607 euro e corrispondente al vantaggio patrimoniale ricavato dall’imprenditore, grazie dall’utilizzo delle fatture false.
Conseguentemente i militari della Guardia di Finanza di Clusone hanno dato esecuzione al provvedimento emesso dalla dottoressa Ilaria Sanesi, sottoponendo a sequestro l’intera somma oggetto della frode – 153 mila euro – rinvenuta sui conti correnti dell’imprenditore clusonese. Il denaro è stato fatto confluire nel Fondo Unico di Giustizia (FUG), a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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