Arzago d'Adda

Dopo il dramma degli avvelenamenti gli Amici di Dana inaugurano l'area cani

L'iniziativa dell'associazione nata dopo l'avvelenamento di un pastore australiano

Dopo il dramma degli avvelenamenti gli Amici di Dana inaugurano l'area cani
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Taglio del nastro oggi pomeriggio, sabato, alle 18 per l’area sgambatura cani, realizzata ad Arzago d'Adda su iniziativa dell’associazione «Amici di Dana» nata su iniziativa di alcuni proprietari di cani del paese dopo che nel mese di aprile alcuni animali sono rimasti avvelenati per aver ingerito dei bocconi disseminati nei campi.

Gli avvelenamenti di cani ad Arzago

Ad avere la peggio, in quell’occasione, fu «Dana», una Australian Sheperd a cui è dedicata l’associazione. Nelle settimane successive a quegli episodi un gruppo di proprietari di cani, abituati a incontrarsi per le passeggiate in compagnia dei loro «amici a quattro zampe» ha dato vita all’associazione anche con lo scopo di realizzare in paese un’area per la sgambatura dei cani protetta, attrezzata e normata da un regolamento di utilizzo. Poche settimane fa è stato siglata la convenzione con il Comune di Arzago e con l’Amministrazione guidata dal sindaco Ugo Rivabene che ha messo a disposizione dell’associazione una porzione della ex area feste di Arzago, in via Papa Giovanni XXIII all’ingresso del paese, che gli «Amici di Dana» a proprie spese si sono impegnati ad allestire con tanto di recinzione e cancello di accesso, una fontanella per l’acqua, un’area piastrellata per ospitare proprietari e conducenti. E, affissi, anche i cartelli con il regolamento di fruizione dell’area. I membri dell’associazione, inoltre, si sono presi l’impegno di tenere l’area pulita e manutenuta, come hanno fatto in questi ultimi giorni di maltempo.

L'idea degli Amici di Dana

Gli «Amici di Dana» per coprire le spese per realizzare l’area avevano anche avviato una raccolta fondi che, tra il «crowdfunding» online e le donazione raccolte di persona ha fruttato 3.160. Di questi 2.650 sinora sono stati investiti per l’area cani, oltre che per un contributo alla Fondazione Baratieri che ha supportato l’associazione.

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