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Riconoscimento

Don Franco Perdomini sarà Cittadino benemerito di Caravaggio

Ordinato sacerdote 67 anni, don Franco, è presidente di Amici di Libera e fulcro della comunità di San Bernardino.

Don Franco Perdomini sarà Cittadino benemerito di Caravaggio
Cronaca Gera d'Adda, 17 Febbraio 2020 ore 17:08

Don Franco Perdomini sarà Cittadino benemerito di Caravaggio. La cerimonia di consegna della benemerenza si terrà giovedì 20 febbraio 2020 alle 20.30 in sala consiliare.

Benemerenza a don Franco Perdomini

Una vita spesa per la chiesa, per la comunità, al fianco dei più deboli e dei più bisognosi. Per questo la scelta, quest’anno, è ricaduta su don Franco Perdomini, che nel 2018 ha festeggiato i suoi 65 anni di sacerdozio. Giovedì in apertura del Consiglio comunale di Caravaggio verrà deliberato il conferimento dell’attestato di Cittadino benemerito per “riconoscere l’assiduo e concreto impegno sacerdotale, civile e culturale che con generosità profonde da più di 60 anni a favore della comunità caravaggina”.

Testimonianza di fede

“La sua – prosegue la nota firmata dal sindaco Claudio Bolandriniè un’esemplare testimonianza di fede cristiana, solidarietà, fratellanza, difesa e promozione della legalità e della giustizia sociale, tutti valori coerenti con i principi della Costituzione della Repubblica Italiana e posti a fondamento della convivenza civile e democratica”.

La proposta che l’Amministrazione sottoporrà al Consiglio comunale è stata promossa dall’associazione Salviamo San Bernardino attraverso il suo presidente, Angelo Sghirlanzoni. Ma in città (e non solo) don Franco è conosciuto anche per il ruolo di presidente dell’associazione Amici di Libera che ogni anno organizza e promuove attività per la legalità.

L’impegno e la speranza

Ordinato sacerdote il 28 giugno 1953 nella chiesa di Sant’Andrea a Vidiceto, e laureato in Filosofia, tra le sue iniziative si ricordano le scuole popolari negli anni Settanta, il laboratorio Ragazzi più tardi e le iniziative di dialogo con le altre religioni come Oltre agli argini e le Feste dei Popoli degli anni Novanta.

Ispirato da sempre alla figura del profeta Elia ha sempre voluto “camminare, andare avanti” per approfondire con la comunità la Parola di Dio. Come don Primo Mazzolari, suo “fratello maggiore” ha voluto essere un prete dal cuore di carne. Il suo verbo preferito è sempre stato sperare: così come la primavera torna ogni anno a fiorire. Lo aveva detto anche qualche mese fa in occasione della presentazione dei lavori di restauro della chiesa di San Bernardino.

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