Deragliamento Pioltello, la Procura chiede l’archiviazione per chi ha subìto lesioni

Il 25 gennaio scorso tre donne persero la vita in quel drammatico incidente che sconvolse tutta l'Italia.

Deragliamento Pioltello, la Procura chiede l’archiviazione per chi ha subìto lesioni
Treviglio città, 28 Novembre 2018 ore 16:43

“Deragliamento Pioltello, la Procura chiede l’archiviazione per chi ha subìto lesioni”. A lanciare l’allarme è l’associazione Codici.

Deragliamento Pioltello, “no all’archiviazione”

“La Procura di Milano – afferma il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – sta chiedendo l’archiviazione per singole situazioni di persone che hanno subìto lesioni, tra l’altro senza nemmeno approfondire di che genere sono, ignorando ad esempio quelle di natura psicologica derivate dallo choc provocato ai passeggeri. Stanno separando i casi dal reato portante, che è quello di disastro ferroviario”.

La tragedia del 25 gennaio

Era il 25 gennaio: il treno viaggiava con due convogli con le luci spente e chiusi all’accesso dei viaggiatori, la carrozza numero 3 aveva le porte danneggiate ed inutilizzabili e soprattutto i freni di emergenza non funzionavano. Una situazione estremamente precaria e pericolosa, che insieme alla rotaia usurata ha causato la tragedia.

La commemorazione del 1°maggio a Caravaggio

Su quel treno a perdere la vita sono state tre donne: Ida Milanesi di Caravaggio, Pierangela Tadini di Misano e Alessandra Pirri di Capralba. Un dolore enorme per le comunità che lo scorso 1 maggio le hanno ricordate come vittime del lavoro. Perché quel giorno su quel treno si trovavano proprio per raggiungere il loro posto di lavoro. Come ogni giorno e come tutti i pendolari che dopo il 25 gennaio hanno dovuto imparare di nuovo a fidarsi di una rete ferroviaria che fa paura.

“Alleggerire la posizione degli indagati”

“Le archiviazioni di singoli casi disposte dalla Procura – dichiara Ivano Giacomelli – di fatto servono ad alleggerire la posizione processuale degli indagati, perché ci saranno meno persone offese durante il processo. La Corte di Cassazione, in tema di delitti contro l’incolumità pubblica, dice chiaramente che si tratta di eventi dotati di forza dirompente e quindi in grado di coinvolgere numerose persone, in un modo che non è precisamente definibile o calcolabile, e quindi non è richiesta l’analisi a posteriori di specifici decorsi causali. Non si possono fare distinzioni, bisogna affrontare la tragedia in tutto il suo insieme  e per questo motivo troviamo incomprensibile la posizione della Procura”.

Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Curiosità
ANCI Lombardia