Cronaca

Da San Lorenzo a San Rocco, l’estate di Romano tra fede, storia e tradizione

Al Portico si è chiusa la festa dedicata al santo, tra memoria e partecipazione della comunità

Da San Lorenzo a San Rocco, l’estate di Romano tra fede, storia e tradizione

Dall’11 agosto a Romano il testimone è passato al santuario di San Rocco, custode della storia della peste e delle tradizioni romanesi

Il Portico, una storia che parte dall’antichità

A Romano l’estate delle tradizioni religiose prosegue nel segno della memoria. Si è conclusa il 10 agosto la Festa di San Lorenzo, ospitata dal 4 al 10 agosto nella località «il Portico», mentre dall’11 agosto il calendario degli appuntamenti si è spostato al santuario di San Rocco, dove la festa proseguirà fino al 16 agosto. Due luoghi di culto differenti per origine e vicende, ma accomunati dalla capacità di tenere insieme devozione, storia e partecipazione. La località «il Portico» affonda le proprie radici nella storia antica. L’insediamento nacque nella seconda metà del I secolo a.C., come confermato dal ritrovamento, nel 1965, di un frammento romano di una copertura tombale. In epoca carolingia il villaggio divenne «Villa Regia» e nell’879 ospitò l’imperatore Carlomanno. Nei secoli successivi il territorio fu teatro di importanti vicende, tra cui la Battaglia di Cortenuova del 1237.

La chiesa nata da un voto

Al centro della storia del Portico c’è la chiesa oggi conosciuta come San Lorenzo. Nel 1624 la località era una corte difensiva e, secondo la tradizione, il figlio minore dei proprietari venne rapito da alcuni briganti. Il padre fece voto di costruire una chiesa dedicata alla Madonna se il giovane fosse tornato sano e salvo. Il ragazzo rientrò illeso e, con il denaro destinato al riscatto, venne costruita la chiesa intitolata a Maria Addolorata. La benedizione avvenne nel 1703, il 10 agosto, giorno di San Lorenzo, che divenne così il secondo dedicatario. Nel 1926 l’edificio venne ampliato con una navata centrale e un porticato. Negli anni Ottanta il restauro del quadro della Madonna Addolorata, promosso da don Alessandro Cucchi, diede origine alle iniziative di raccolta fondi da cui nacque la sagra estiva. Le donazioni raccolte nel tempo hanno quindi contribuito alla ristrutturazione integrale della chiesa, arricchita anche dalle opere dell’artista romanese Pigola.

San Rocco, memoria della peste

Conclusa la festa di San Lorenzo, l’attenzione si è spostata sul santuario di San Rocco, dove fino al 16 agosto si susseguono appuntamenti all’insegna di gastronomia, socialità, devozione e tradizione. Anche questo luogo custodisce una pagina importante della storia di Romano. La chiesetta venne eretta nel 1631, dopo l’epidemia di peste che colpì la zona tra il 1629 e il 1630 e che a Romano provocò 281 vittime su una popolazione di circa duemila abitanti. L’edificio fu costruito sopra uno dei cimiteri campestri utilizzati per le sepolture delle vittime del contagio.Sulla facciata è visibile l’affresco della Danza Macabra, con la Morte al centro e le diverse classi sociali ai suoi lati, a ricordare l’uguaglianza di tutti davanti alla fine della vita. All’interno, dietro l’altare maggiore, è conservata una tela seicentesca con scene legate al contagio e una rappresentazione della Romano dell’epoca, ancora racchiusa nella sua cinta muraria. La Festa di San Rocco è inoltre un sostegno concreto alla conservazione del santuario. I fondi raccolti negli anni dal Comitato sono stati destinati agli interventi di ristrutturazione, dalla riparazione delle infiltrazioni dal tetto alla salvaguardia degli affreschi e delle opere pittoriche.