Cronaca

Da Bruxelles a Romano, musica e arte costruiscono ponti di inclusione

Il viaggio condiviso tra le due realtà ha raccontato una visione concreta di società in cui la partecipazione, l’accessibilità e il valore delle differenze diventano esperienza vissuta.

Da Bruxelles a Romano, musica e arte costruiscono ponti di inclusione

Il viaggio condiviso tra Si può fare Band e Ant Art unisce istituzioni europee e territorio locale: dal concerto al Parlamento Europeo al teatro sold out di Romano , un messaggio comune fatto di partecipazione, bellezza e inclusività.

Bruxelles, la musica dell’inclusione entra nelle istituzioni europee

L’arte e la musica possono diventare strumenti concreti di inclusione, capaci di abbattere barriere, creare connessioni autentiche e trasformare le differenze in una risorsa condivisa. È questo il messaggio che accompagna il percorso intrapreso dalla “Si può fare Band” insieme ad “Ant Art”, associazione artistica di Antegnate, protagoniste di un sodalizio che, in pochi giorni, ha saputo attraversare dimensione internazionale e realtà territoriale mantenendo sempre al centro un obiettivo preciso: promuovere una cultura realmente inclusiva.La prima tappa di questo percorso si è svolta il 5 maggio 2026 al Parlamento Europeo di Bruxelles, dove la “Si può fare Band”, formazione inclusiva guidata da Davide Zubani, è stata protagonista di un concerto promosso dal gruppo ECR. Un evento di forte valore simbolico e culturale, arricchito dalla presenza istituzionale di figure di rilievo come Roberta Metsola e Antonella Sberna. La Si può fare Band rappresenta una realtà unica nel panorama italiano: una formazione composta da musicisti con e senza disabilità, educatori e professionisti, capace di trasformare il palco in uno spazio di espressione condivisa e crescita reciproca. Con un organico che varia tra i 25 e i 35 elementi, il progetto dimostra come il talento possa emergere oltre ogni limite e trovare nella musica una forma autentica di partecipazione. Accanto alla band, a Bruxelles, era presente anche una delegazione di “Ant Art”, associazione impegnata nella promozione dell’arte come linguaggio universale. Una presenza significativa che ha rafforzato una collaborazione fondata su valori comuni: inclusione, creatività e volontà di costruire comunità più aperte e accessibili.

Romano, un teatro pieno per una serata dal forte valore sociale

Il sodalizio tra “Si può fare Band” e “Ant Art” ha trovato immediata continuità appena pochi giorni dopo, sabato 9 maggio 2026, al Teatro della Fondazione Opere Pie Rubini di Romano, dove la collaborazione tra le due realtà ha dato vita a un evento che ha registrato il tutto esaurito. Una serata intensa e partecipata, capace di coinvolgere il pubblico non solo sul piano artistico ma anche umano. Il teatro sold out ha rappresentato la testimonianza concreta di quanto il messaggio dell’inclusività sia oggi sentito e condiviso, soprattutto quando viene raccontato attraverso il linguaggio diretto dell’arte e della musica. Sul palco, la Si può fare Band ha confermato la forza del proprio progetto, trasformando ogni esibizione in un momento di incontro e valorizzazione reciproca. Le performance, spesso accompagnate dalla Lingua dei Segni Italiana (LIS), hanno reso lo spettacolo realmente accessibile, rafforzando un’idea di cultura partecipata in cui nessuno resta escluso.

La “Si può fare band” al Parlamento Europeo di Bruxelles.

Un viaggio che parla di comunità, partecipazione e futuro

Da Bruxelles a Romano di Lombardia, il percorso condiviso tra “Si può fare Band” e “Ant Art” racconta molto più di una semplice collaborazione artistica. È il simbolo di un modo diverso di concepire la cultura: non come esperienza riservata, ma come spazio aperto, capace di creare legami e generare opportunità. Dopo aver calcato palchi di rilievo internazionale come il G7 Inclusione e Disabilità di Assisi e l’ONU a New York nel 2025, la Si può fare Band continua a portare avanti una visione chiara: dimostrare che l’inclusione non è soltanto un obiettivo sociale, ma un processo culturale che passa dalla bellezza, dall’ascolto e dalla condivisione. E il successo raccolto tanto a Bruxelles quanto a Romano di Lombardia sembra confermarlo: quando arte e musica diventano strumenti di relazione, le differenze smettono di essere ostacoli e diventano valore. Perché: “Sì, si può fare. E soprattutto, si può fare insieme”.