La crisi che coinvolge le Fondazioni Ikaros, JAC ed Et Labora torna a far discutere il sistema della formazione professionale in Lombardia. Alla base dello scontro c’è il mancato pagamento degli stipendi per diversi mesi, ma la situazione affonda le radici anche in una fase precedente segnata da un’inchiesta giudiziaria su Ikaros che aveva già complicato la gestione amministrativa e la tenuta dei flussi finanziari.
Dall’inchiesta al blocco dei pagamenti
La crisi nasce in un contesto di forte instabilità gestionale. L’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto la Fondazione Ikaros ha riguardato aspetti legati alla gestione amministrativa e contabile delle attività formative, aprendo una fase di controlli e verifiche che ha rallentato i rapporti con gli enti finanziatori e reso più complesso l’accesso ai fondi pubblici. In questo scenario si è arrivati progressivamente al blocco dei pagamenti verso il personale impegnato nei corsi di formazione. Docenti, collaboratori e partite IVA non hanno ricevuto gli stipendi di febbraio, marzo e aprile, alimentando una situazione di forte tensione nelle sedi di Grumello del Monte, Calcio e Buccinasco.
La proposta della Regione Lombardia e lo stop tecnico
Per sbloccare l’emergenza, il 6 maggio Regione Lombardia ha avanzato una proposta straordinaria: intervenire direttamente per garantire la continuità dei pagamenti e consentire la chiusura regolare dell’anno formativo. L’ipotesi prevedeva la possibilità per la Regione di liquidare stipendi, utenze e spese essenziali, comprese quelle per il materiale didattico. La misura, pensata come intervento temporaneo per evitare l’interruzione dei percorsi, si è però arenata su un nodo tecnico: l’assenza delle fidejussioni necessarie per alcune strutture. Senza queste garanzie, l’operazione non può essere completata, lasciando ancora sospesa la soluzione del problema.
Sindacati in mobilitazione e rischio sciopero
Nel frattempo, la tensione tra lavoratori e fondazioni è cresciuta. CGIL, FP e NIDIL CGIL Lombardia hanno denunciato una situazione diventata insostenibile per chi da mesi non percepisce lo stipendio, ricordando che dietro il blocco ci sono famiglie e scadenze quotidiane. Le organizzazioni sindacali hanno avviato la procedura di conciliazione in Prefettura a Bergamo e, in assenza di risposte concrete, è pronta la proclamazione dello sciopero che potrebbe fermare tutte le sedi coinvolte. La vertenza si gioca ora tra tavoli istituzionali e pressioni crescenti dei lavoratori, mentre la crisi del sistema formativo resta ancora senza una soluzione definitiva.