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Fake news Coronavirus: “Ricoverato un operaio della Same”. Non è vero: l’appello dell’ospedale

"Ricordo che il procurato allarme è un reato" spiega il dg Assembergs.

Fake news Coronavirus: “Ricoverato un operaio della Same”. Non è vero: l’appello dell’ospedale
Cronaca Treviglio città, 22 Febbraio 2020 ore 22:01

La notizia (falsa) che sta correndo in queste ore nei gruppi whatsapp di mezza Bassa parla di un operaio della Same ricoverato all’ospedale di Treviglio, positivo al coronavirus. E non è l’unica  purtroppo, in un momento in cui le autorità sanitarie chiedono soprattutto ordine e chiarezza. L’appello del direttore generale dell’Asst Bergamo Ovest: “Basta fake news: il procurato allarme è un reato”.

Assembergs: “Basta fake news sui social”

L’allarme, al momento del tutto infondato, si è coagulato attorno ad alcuni post su Facebook, ripresi e amplificati poi in gruppi whatsapp di dipendenti di una catena di supermercati presente anche a Treviglio. Si parla dell’intero “settimo piano” dell’ospedale di Treviglio “messo in quarantena”. Ma della storia girano, da ore ormai, diverse versioni. “Un fenomeno pericoloso” spiega il dg Peter Assembergs, “perché in questo momento abbiamo bisogno esattamente del contrario, di ordine e di chiarezza per intervenire meglio se ce ne fosse bisogno”.

Non andare in Pronto soccorso, chiamare il 112

Alla sera di oggi, sabato, a Treviglio non risulta alcun caso. “E’ ora di finirla, invitiamo a non diffondere sui social queste segnalazioni infondate   inutili e pericolose, perché distolgono l’attenzione dal vero problema che si sta cercando di affrontare” continua Assembergs.

“Ricordo che il procurato allarme è un reato – ha concluso il dg, che ha anche spiegato che i post sono stati segnalati ai social network –  E’ importante invece sapere come comportarsi in caso si sospettasse di essere stati infettati. Non recarsi al pronto soccorso, prima di tutto, perché si rischierebbe di comprometterlo e di privare anche gli altri utenti delle cure di cui hanno bisogno, ma chiamare il 112“.

Nell’80% dei casi sintomi lievi

“Il primo grande studio clinico relativo alla morbilità, quindi relativo all’intensità dei sintomi e della letalità del virus” conferma che “siamo di fronte a un’infezione che nell’80 per cento dei casi causa sintomi lievi e all’incirca il 95 per cento delle persone guarisce senza gravi complicazioni“. Questo il commento all’Agi  di Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia, commentando il maggiore studio portato avanti in Cina sul nuovo virus arrivato anche in Italia. Si tratta di dati simili a quelli già resi noti nei giorni scorsi dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

I 10 consigli per ridurre i rischi

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