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Il punto in Lombardia

Coronavirus, calano i ricoveri oggi sono 44, ma Bergamo cerca ossigeno

Gallera: "Iniziamo a vedere una luce, sarebbe folle vanificare tutto"

Coronavirus, calano i ricoveri oggi sono 44, ma Bergamo cerca ossigeno
Cronaca Treviglio città, 01 Aprile 2020 ore 18:18

“Sarebbe folle vanificare tutto. Capiamo che rimanere in casa con i bambini è faticoso, ma stare chiusi in casa è quello che oggi ci porta a dire che iniziamo a vedere una piccola luce in fondo al tunnel. E se questo avviene è per la capacità di resistere dei cittadini. Non possiamo mollare, bisogna andare avanti cosi'”.

Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, durante la consueta diretta Facebook per fare il punto sull’emergenza Coronavirus.

Meno pressione sui Pronto soccorso

“In tutti i presidi ospedalieri – ha aggiunto – abbiamo una riduzione degli accessi ai pronto soccorso e dei ricoverati. Siamo in una fase in cui rallenta la crescita e continua l’attività sul territorio. Ieri con le Unità speciali di continuità assistenziale a Milano sono state fatte 72 visite e a Pavia 158. Stanno comunque partendo in tutte le Ats”.

I dati in Lombardia

Per quanto riguarda i dati in Lombardia per la giornata di oggi, 1 aprile 2020, sono 44.773 i positivi con un aumento di 1047. Un dato in calo: ieri l’aumento era stato di 1154 unità. I dimessi e in isolamento domiciliare sono 23.911 di cui 11.415 con almeno un passaggio in ospedale e 12.496 rimasti sempre al loro domicilio.

I ricoverati oggi sono stati 44 per un totale di 11.947. Ieri erano stati 68, ma solo l’altro ieri erano 202. In terapia intensiva si trovano 1342 pazienti (+18 su ieri). Resta alto come già previsto il numero dei decessi: 381 oggi per un totale di 7593. Tutto ciò alla luce di un aumento dei tamponi effettuati che sono arrivati a 121.449.

Bergamo arriva a 9039 casi, con un aumento di 236 casi. Cresce di 231 unità anche Brescia. Milano arriva, invece, a 9522 con un aumento di 611 casi.

Ossigeno: nella bergamasca richiesta di 20mila bombole

Al punto stampa hanno partecipato anche i professori Sergio Harari, direttore dell’Unità operativa di pneumologia dell’ospedale San Giuseppe di Milano e Giuliano Rizzardini, direttore Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano. A loro il compito di spiegare come si cura – a oggi – il Coronavirus. Un farmaco specifico ancora non c’è, ma la cura principale è l’ossigeno.

“C’è una forte carenza di bombole d’ossigeno per l’assistenza domiciliare dei malati – ha spiegato Gallera – basti pensare che in provincia di Bergamo siamo passati da una richiesta di 700 bombole a 20mila. Per questo stiamo valutando di destinare una parte dei posti letto dell’ospedale della Fiera di Bergamo all’assistenza respiratoria più leggera di chi non riesce ad avere l’ossigeno alla propria abitazione”.

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