La notizia che si stava attenendo, alla fine, è arrivata. Con una nota a firma del presidente del Consiglio di Amministrazione la Cfl – Cooperativa famiglie lavoratori ha confermato il suo stato di profonda crisi comunicando, inoltre, la sospensione dell’attività di vendita anche per il supermercato di Treviglio e Badalasco (Fara).
Cfl, sospese le attività anche a Treviglio e Badalasco
Già da qualche settimana, in città, le voci si stavano rincorrendo. Tra scaffali vuoti e indiscrezioni su grossi buchi di bilancio la situazione per la Cfl, attiva in viale Piave 43 dal 1972, sembrava già piuttosto critica. Difficoltà che il presidente Mario Ferrandi aveva confermato senza, però, voler entrare nei dettagli in attesa di una presa di posizione ufficiale della Cooperativa arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, 7 agosto 2026.
“La Cooperativa Famiglie Lavoratori di Treviglio, come già emerso nell’Assemblea del 24 luglio scorso ribadisce ai soci ed informa clienti e cittadinanza di trovarsi in una fase di difficoltà economica, che rende necessaria una approfondita valutazione sul futuro – si legge nella nota – In tale contesto, il Consiglio di Amministrazione ha deciso la sospensione delle attività di vendita nei negozi di Badalasco,Presezzo,PonteSanPietro e Gorle e successivamente in quello di Treviglio. Per questo motivo il CdA convocherà un’Assemblea straordinaria dei Soci presumibilmente nel mese di settembre, in una data in definizione che sarà comunicata tempestivamente. Nel corso dell’Assemblea saranno illustrate le cause che hanno determinato l’attuale situazione economico-finanziaria e le più opportune soluzioni dello stato di crisi”.
La concorrenza della grande distribuzione
I problemi, sul fronte economico-finanziario, erano già emersi nel 2024 con un Bilancio che già segnava un passivo importante. Una perdita che sfiorava i 182 mila euro. A pesare, soprattutto per il punto di vendita di Treviglio, secondo l’allora presidente Angelo Jamoletti, era stata l’apertura del supermercato Esselunga, mentre a Badalasco aveva inciso quella dell’Iperal. E siccome Treviglio e Badalasco assieme facevano il 69% del fatturato globale, la loro perdita era stata determinante.