Lutto

Ciao piccola Alessia: “La grandezza non si misura in tempo, ma in amore e tu ne hai regalato tanto”

Oggi, 5 gennaio, nella chiesa di Verdello sono stati celebrati i funerali della piccola Alessia Daminelli scomparsa a 9 anni dopo aver lottato contro un tumore

Ciao piccola Alessia: “La grandezza non si misura in tempo, ma in amore e tu ne hai regalato tanto”

Palloncini bianchi e rosa lasciati liberi in cielo per accompagnare Alessia nel suo ultimo viaggio. La chiesa parrocchiale di Verdello oggi pomeriggio, 5 gennaio 2026, non ha potuto contenere le tante persone che si sono strette attorno alla famiglia della piccola “principessa guerriera” che ha insegnato a tutti il vero valore della vita.

Ciao piccola grande Alessia

Nove anni, il sogno di diventare una calciatrice, la curiosa vivacità di bambina e la saggezza di un’anima grande. Alessia Daminelli era questo: un piccolo concentrato di forza e grinta capace di affrontare la malattia con grande dignità, ma anche un mix di bontà e dolcezza racchiusi in un sorriso contagioso. Quel sorriso, incorniciato dai boccoli biondi, che dalla sua foto appoggiata al feretro bianco insieme alla maglia dell’Inter – la sua grande passione – ha ricordato a tutti che la morte è solo un momento. Alessia si è spenta lo scorso 2 gennaio dopo 13 giorni di cure palliative nella sua casa a Verdellino, circondata dall’amore di papà Roberto, mamma Manuela e della sorella Noa.

“Basta soffrire, ora vivi nella pace”

“Siamo qui con grande tristezza nel cuore con tante domande, tanti dubbi, tanti sentimenti: la rabbia, il dolore, la confusione, ma anche un grande amore, perché Alessia è stata ed è amata – ha esordito don Mario Pezzotta nell’omelia – Alessia ci ha regalato tanti sorrisi, tante domande, tanto entusiasmo per la vita, per la Fede, per il calcio. Anche in questi ultimi mesi di malattia il suo essere “amante della vita” non è venuto meno. Ora Alessia è tra le braccia di Gesù, braccia che le dicono “basta soffrire, vivi nella pace”. Roberto, Manuela, Noa, non abbiamo spiegazioni da darvi – ha detto con la voce rotta dalla profonda commozione – davanti alla sofferenza di Alessia e alla vostra soprattutto negli ultimi giorni. Non ci sono parole che possano riempire questo vuoto, ma c’è una certezza: Alessia è custodita da Dio. Quella vita che avete amato, protetto, accompagnato non è perduta. Il vostro dolore non è dimenticato”.

Poi riferendosi alla lettura del Qoelet, chiesta proprio dai genitori, don Mario ha ricordato che “c’è un tempo per tutto, questo è il tempo per lasciare andare Alessia nelle braccia di Gesù dove potrà fargli tutte le domande che faceva a noi”.

“A lei che diceva che la sua materia preferita era religione, che era affascinata da Gesù buono e allegro, come lei – ha proseguito – Questo è il tempo per dire grazie. Grazie Signore per il dono di Alessia per il suo sorriso e il suo amore, sono stati mesi difficili, ma mesi in cui attraverso Alessia il Signore ci ha fatto sperimentare l’amore e la bellezza di scambiarcelo”.

“La grandezza si misura con l’amore”

Sono tante le domande che affollano la mente e il cuore: “Dov’è il Signore? Me l’avete testimoniato voi stessi, era accanto a voi, lo avete sentito camminare con voi attraverso le persone che vi sono state accanto”. Persone incontrate lungo la strada in questi mesi difficili e che hanno preso a cuore Alessia e la sua battaglia contro un male più grande di lei.

“Nove anni sono pochi, ma la grandezza non si misura in tempo, si misura con l’amore e Alessia ne ha ricevuto e regalato tantissimo – ha concluso don Mario con le lacrime agli occhi – Ci sono vite brevi che riescono a dire cose grandi, insegnano ad amare, a non dare nulla per scontato. Oggi piangiamo, sì, ma la morte non è l’ultima parola. L’ultima parola è di Dio che è sempre amore e vita.  Continua a vegliare su tutta la tua famiglia e sulla nostra comunità. Dal Paradiso prega per noi perché questo tempo di lutto si trasformi nel tempo della Grazia, tempo in cui continuare ad amare”.

Palloncini per un ultimo volo insieme

Tra i banchi della chiesa anche i compagni di classe della 4D: “Ricordo quando mi dicesti che preferivi fare da sola, non volevi sconti o facilitazioni – ha ricordato un’insegnante – non sarà facile per i tuoi insegnanti e i tuoi compagni tornare a scuola, ma sappiamo che sarai sempre con noi per darci forza e serenità come hai sempre fatto”.

Ad accompagnare Alessia anche una dolce dedica in musica, suonata e cantata da Riccardo Guglielmi che ha toccato il cuore appena prima che il feretro bianco tornasse sul sagrato della chiesa per l’ultimo abbraccio. Ad attenderla anche gli amici dei “Pota Bikers” che l’hanno salutata un’ultima volta con un lancio di palloncini in cielo e  le ragazze della Orobica Calcio Bergamo con uno striscione e la frase: “Il tuo sorriso, la tua passione per il calcio resteranno sempre nel nostro cuore”.