La denuncia della Cgil

Pronto soccorso, è stato di agitazione a Treviglio. Cgil: “Mancano medici”

Secca la replica del dg Assembergs: "Sindacalista sfrutta il Covid per la carriera"

Pronto soccorso, è stato di agitazione a Treviglio. Cgil: “Mancano medici”
Treviglio città, 30 Ottobre 2020 ore 17:16

E’ di nuovo scontro all’ospedale di Treviglio e Romano tra l’azienda e la Cgil, che questa sera ha annunciato lo stato di agitazione per protestare contro la carenza di nuovo personale medico e l’utilizzo delle guardie inter-divisionali per garantire i turni del Pronto soccorso. Una partita che viene da lontano e che è cominciata prima della pandemia, con l’internalizzazione dei Pronto soccorso di Treviglio e Romano e la rescissione dei contratti con le cooperative esterne. Sulla vicenda, già dalla seconda metà del 2019, è aperto un tavolo sindacale ma con la seconda ondata di Covid-19 in arrivo la preoccupazione del sindacato è che il quadro possa peggiorare.

Le guardie interdivisionali

“Abbiamo più volte denunciato criticità rispetto a questa riorganizzazione che ha iniziato a produrre i propri effetti dalla fine del mese di dicembre 2019 – ha commentato Roberto Rossi, segretario generale della FP-CGIL di Bergamo – In particolare si segnalano difficoltà nel reperire nuovo personale medico. Per sopperire alle carenze, registriamo problemi che derivano dall’utilizzo di medici del presidio di Treviglio presso il presidio di Romano di Lombardia e anche dall’istituzione di guardie inter-divisionali che hanno prodotto l’effetto di impiegare medici affini e non equipollenti nei servizi di guardia dei reparti dell’ospedale, sopperendo lo spostamento in pronto soccorso di medici equipollenti (interisti e chirurghi)”.

Il Covid-19 non migliora le cose

Il periodo di emergenza da Covid-19 ha comportato da parte di tutto il personale dell’azienda, medici compresi, “il massimo impegno a sostenere la straordinaria situazione vissuta dentro i presidi dell’ASST, ma non ha certamente aiutato a migliorare le condizioni precedenti” prosegue Rossi. “Nonostante diversi incontri della delegazione trattante, al momento il quadro complessivo non è mutato e anzi si sta ulteriormente deteriorando a seguito di alcune dimissioni di dirigenti medici”.

Lo stato di agitazione

“La ripresa della curva pandemica rischia di peggiorare una situazione già al limite. Per questi motivi questa settimana è stata comunicata alla Prefettura di Bergamo e alla ASST Bergamo Ovest l’apertura dello stato di agitazione del personale medico di tutta l’azienda”.

Il dg: “Il tavolo è quello aziendale, sindacalista sfrutta il Covid per la carriera”

Secca la replica del direttore generale Peter Assembergs, che contrattacca direttamente la Cgil chiedendo di riportare il confronto al tavolo della trattativa in corso ormai da mesi.

“Il tavolo del confronto sindacale è quello aziendale, non la stampa come fa invece un sindacalista che ha bisogno di visibilità e, in modo deprecabile, sfrutta il Covid per la sua carriera. Quanto allo stato di agitazione dei pochi medici iscritti alla CGIL, avremo modo di rappresentare in Prefettura tutta un’altra realtà dei fatti.

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