Cronaca

Camion in coda e traffico in tilt: la Telgata riaccende le tensioni a Torre Pallavicina

Al centro della vicenda c’è l’ex cava Telgata, area scavata per anni per l’estrazione di terreno sabbioso pregiato in una zona prossima al Fiume Oglio.

Camion in coda e traffico in tilt: la Telgata riaccende le tensioni a Torre Pallavicina

File di tir davanti alle case e viabilità paralizzata all’incrocio tra le frazioni di Torre e Villanuova sulla strada provinciale: residenti in allarme tra sicurezza, ambiente e disagi quotidiani.

Un incrocio al collasso

Torre Pallavicina torna al centro delle polemiche. All’altezza della frazione Torre, verso Villa Nuova, l’incrocio vicino al caseificio locale è diventato teatro di lunghe code di camion diretti all’ex cava Telgata. Il nodo collega la provinciale verso Soncino, Calcio e l’area bresciana, risultando strategico per pendolari e studenti. Giovedì 25 febbraio quindici tir erano fermi in attesa dell’apertura del cantiere, bloccando di fatto la carreggiata. “Entrare o uscire dal paese è diventata un’impresa”, raccontano i residenti, esasperati da clacson, rallentamenti e decine di minuti persi per percorrere poche centinaia di metri.

Dalla sabbia al riempimento

Al centro della vicenda c’è l’ex cava Telgata, area scavata per anni per l’estrazione di terreno sabbioso pregiato in una zona prossima al Fiume Oglio. Il territorio tra Calcio e Pumenengo è classificato a rischio sismico e gli strumenti urbanistici di Provincia di Bergamo e Regione Lombardia vietano nuove escavazioni. Negli anni, tuttavia, bonifiche e livellamenti avrebbero consentito ulteriori asportazioni. Oggi la rotta è invertita: le cavità devono essere colmate per motivi di sicurezza idrogeologica e sismica. Il terreno, secondo testimonianze, arriverebbe dall’area di Sirmione, sul Garda.

Sicurezza e ambiente sotto pressione

Il problema è soprattutto logistico. La provinciale è stretta e datata, inadatta a un flusso continuo di mezzi pesanti. L’ingresso in convoglio dei camion crea manovre complesse e visibilità ridotta. «È solo questione di tempo prima di un incidente serio», avverte un cittadino. Cresce anche la preoccupazione ambientale: polveri, gas di scarico, rumore e vibrazioni impattano su un contesto rurale e residenziale. A pochi metri dall’incrocio opera un caseificio simbolo della vocazione agroalimentare locale. “Parliamo di tutela del territorio e poi viviamo con decine di tir al giorno sotto casa”, è l’amara sintesi degli abitanti.