Politica

Calcinate e il rispetto “a senso unico”: la lezione di stile della sindaca Boni

Tra richiami alla correttezza, telefoni accesi e mozioni ignorate, il Consiglio comunale diventa un laboratorio di educazione civica a uso esclusivo della prima cittadina

Calcinate e il rispetto “a senso unico”: la lezione di stile della sindaca Boni

Toni accesi come il display del telefono della prima cittadina Lorena Boni a Calcinate, durante l’ultima seduta del Consiglio comunale dove l’amministrazione del paese ha lasciato posto al dibattito sul galateo istituzionale e non.

Il richiamo al galateo istituzionale

Durante la recente seduta del Consiglio Comunale di Calcinate, celebrata il 23 febbraio 2026, la sindaca Lorena Boni ha deciso di indossare il cappello del maestro di bon ton istituzionale. Al punto della votazione, richiamando il capogruppo di minoranza di “Calcinate Più”, Angelo Orlando sul bilancio previsionale, ha sottolineato con fermezza l’importanza del rispetto e della lealtà: “Quando uno tocca le persone con maleducazione e offese, non lo permetto più”, lo ha infatti ammonito. Un intervento che sembrava destinato a ribadire il decoro, ricordando a tutti che la politica si fa con le idee, non con gli insulti. Fin qui tutto chiaro… almeno sulla carta.

Urgenze, telefoni e assenze strategiche

Pochi minuti dopo, però, la sindaca ha deciso di mostrare una concezione più “elastica” del rispetto. Durante la lettura di un’interrogazione da parte della capogruppo di “Calcinate al Centro” Paola Taiocchi, la prima cittadina Boni ha abbandonato l’aula, lasciando la lettura incompleta con la promessa di rispondere in seguito. Non soddisfatta, nella successiva mozione sulla trasparenza e il rispetto dei regolamenti, la stessa sindaca ha continuato imperterrita a consultare il proprio cellulare per tutta la durata della lettura. Quando la capogruppo Taiocchi ha fatto notare che tale comportamento non fosse esattamente un modello di lealtà istituzionale, Boni ha replicato con un classico: “Non lo sai che urgenze posso avere io?”

La lezione di rispetto… a senso unico

Il contrasto è lampante: mentre richiama gli altri sul rispetto, lei stessa mostra una libertà assoluta di comportamento, incurante del pubblico e delle telecamere. La capogruppo Taiocchi ha provato a ricordarle che almeno in pubblico, a casa propria o in aula, non si dovrebbe usare il telefono come fosse una pausa caffè personale. La risposta? Silenzio… e sguardo sul display. Tra richiami moralistici e telefoni accesi, il Consiglio Comunale di Calcinate diventa così un curioso esperimento di “rispetto a senso unico”, con una sindaca che insegna la lezione ma evidentemente non intende seguire il proprio manuale. Ai cittadini, alla fine, resta da capire: la lealtà e il rispetto sono davvero universali… o solo per chi le impone?