Investire sul futuro

Boom di nascite a Ciserano, la scuola “San Martino” risponde con un restyling e nuove aule

Il progetto di riqualificazione da 400mila euro è stato presentato ieri sera, martedì, nella chiesa parrocchiale di Ciserano

Boom di nascite a Ciserano, la scuola “San Martino” risponde con un restyling e nuove aule

C’è un paese nella Bassa bergamasca che, in barba ai dati nazionali sulla denatalità, sta registrando un aumento di nascite significativo e con esse un crescente bisogno di servizi dedicati all’infanzia. A Ciserano, nel 2025, sono nati 72 bambini confermando un trend positivo che negli ultimi anni ha riportato il numero degli abitanti a 5858 persone. Numeri pre Covid che paiono destinati a crescere ancora.

La scuola “San Martino” cresce e si innova

In questo quadro di eccezioni c’è un’altra mosca bianca: la scuola parrocchiale “San Martino” che – con i suoi tre servizi, asilo nido, primavera e scuola dell’infanzia e 192 bambini iscritti – si è trovata nuovamente a dover far fronte a una lista d’attesa. Sono 14 le famiglie che non hanno potuto iscrivere i loro figli per esaurimento posti ed è stato anche questo, tra gli altri, un motivo di riflessione all’interno del CdA della scuola gestita dalla parrocchia. Un confronto dove è emersa la volontà di investire per rispondere al meglio a queste nuove esigenze attraverso un progetto di riqualificazione che è stato presentato ieri sera, martedì 25 febbraio 2026, nella chiesa parrocchiale di Ciserano.

La scuola “San Martino” venne fondata nel 1911: la realizzazione dell’edificio, che oggi ospita il Centro diurno integrato, era costata alla comunità 22mila lire, l’equivalente oggi di 11 euro. Nel 1972, poi, la scuola si trasferì in via don Angelo Pedrinelli dove ancora oggi trovano spazio la scuola dell’infanzia, la sezione primavera attivata nel 2010 e l’asilo nido “Nuvole di coccole” dal 2014. Un vero e proprio polo dell’infanzia 0-6 anni che negli anni si è guadagnato la fiducia non solo dei ciseranesi, ma anche di molte famiglie residenti in altri Comuni. Un “fiore all’occhiello”, come lo chiamava affettuosamente don Sergio Morandi, che la stessa Amministrazione ha sempre tutelato non solo attraverso i contribuiti annuali dal Piano per il diritto allo studio, ma soprattutto decidendo di non attivare nessun altro servizio simile in paese.

“L’edificio seppur tenuto bene non ha mai subito una ristrutturazione, eccetto l’aggiunta dei locali della mensa nel 2008 – ha spiegato don Sergio Alcaini – ora, davanti alla necessità di rispondere a nuove esigenze recuperando spazi aggiuntivi abbiamo deciso di mettere mano alla struttura con una rimodulazione interna. Non si andranno così a penalizzare i bambini togliendo spazi esterni e sarà possibile effettuare i lavori senza dover chiudere la scuola”.

“Ampliare per rispondere alle nuove esigenze”

L’edificio – 1200 metri quadrati con sblocchi esterni su giardini privati – è composto dall’area dedicata agli uffici, alla segreteria e al dormitorio, da un salone di più di 200 metri quadrati su cui si affacciano tutte le sezioni della materna, da due spazi dedicati alla primavera e altrettanti, nell’ala più recente, destinati al nido. Al piano superiore, dove un tempo si trovavano gli appartamenti delle suore, oggi c’è una grande sala insegnanti.

“Il picco di iscrizioni che abbiamo ricevuto, da una parte ci ha fatto un enorme piacere perché conferma il gradimento della nostra offerta sul territorio – ha aggiunto la direttrice della scuola Isabella Franco (nella foto di copertina) – Dall’altro lato ci ha spinto a una riflessione e poi a una decisione che non è stata presa a cuor leggero. La scelta di ampliare è dettata dalla volontà di dare di più, di dare una risposta a queste famiglie in liste d’attesa offrendo ai bambini ambienti rinnovati, maggiore inclusività, più comfort, nuovi arredi e materiali adatti a introdurre metodologie educative innovative e spazio per sperimentarsi”.

I numeri parlano da soli. Oggi la scuola “San Martino” accoglie 38 bambini all’infanzia, 30 alla primavera e 24 bimbi al nido impiegando 23 dipendenti (tra cui 9 educatrici e 8 insegnanti) e contando sull’aiuto di 13 volontari. Ma si vuole fare di più. A lavori ultimati la scuola potrà accoglie fino a 220-250 bambini con una sezione aggiuntiva all’asilo nido.

“Tutto questo non è scontato – ha aggiunto la sindaca Caterina Vitali che ha confermato il sostegno del Comune senza, però, poter ancora fornire cifre ufficiali – Progettare un investimento di questo tipo non è banale, ma da parte dell’Amministrazione c’è tutta la voglia di credere in questo “piccolo gioiello” che pensiamo sia per il paese il miglior servizio possibile e che possa diventare un bel regalo per il futuro. La società è cambiata, la sensibilità sui servizi 0-6 è cresciuta con misure economiche a sostegno delle famiglie e con una nuova filosofia mentale che non vede il nido solo come una via obbligata dalla necessità di conciliare famiglia e lavoro, ma come una scelta educativa specifica”.

Sei lotti e cinque mesi per finire i lavori

Ad illustrare la ridistribuzione interna della materna, che avrà un costo stimato di 400mila euro, è stato il progettista Davide Assanelli.

“Per non mettere in difficoltà quasi 200 famiglie abbiamo ottenuto da Ats la possibilità di tenere attivi i tre servizi durante lo svolgimento dei lavori – ha spiegato – Abbiamo garantito la totale sicurezza e ci saranno sopralluoghi frequenti da parte di Ats che se ne assicurerà di persona. I lavori verranno realizzati in sei lotti distinti: quando un’area di cantiere verrà terminata ne verrà aperta una nuova sempre delimitata e non accessibile ai bambini. I tempi sono stretti, ma le aziende che abbiamo contattato ci hanno garantito che saranno rispettati. Il cantiere dovrebbe quindi partire ad aprile e terminare entro il 31 agosto per poter consegnare a settembre una scuola più sicura e funzionale”.

Gli interventi saranno molteplici: oltre alla ridefinizione degli spazi interni con la creazione di nuove aule, infatti, verranno sostituiti gli impianti, verrà predisposto un sistema di riscaldamento e raffrescamento, verranno sostituiti i pavimenti in marmo con coperture più calde e confortevoli. Inoltre verrà creata una controsoffittatura per permettere il passaggio degli impianti e migliorare sia l’acustica che la regolazione termica delle aule, verranno creati dei bagni per ogni servizio e ogni stanza sarà dotata di un’uscita d’emergenza verso l’esterno.

“Investire sulla società di domani”

Un intervento notevole che la parrocchia conta di sostenere attingendo a risorse proprie, per circa 200mila euro, ma anche contando sul contributo comunale che verrà definito in estate, su bandi di enti non profit e sulla generosità della comunità.

“A messa, l’ho detto, i soldi ci sono tutti solo che in parte sono ancora nelle vostre tasche – ha scherzato don Sergio – Se quanto recuperato non dovesse bastare allora accenderemo un mutuo. Se, invece, dovessero arrivare più donazioni del necessario andremo sempre a intervenire sull’asilo, ad esempio sui giochi esterni che iniziano a mostrare i segni del tempo”.

Anche i disagi saranno limitati e per l’estate si sta valutando un temporaneo trasferimento per la materna nei locali della primaria (dal 9 al 25 giugno) e per la primavera (a luglio) nei locali dello spazio gioco “Bim bum bam”.

“La ristrutturazione di una scuola non rappresenta solo un intervento edilizio, ma un investimento strategico e culturale sul futuro della comunità – ha concluso don Sergio – Ripensare gli spazi educativi in funzione del benessere psicofisico dei bambini significa creare ambienti sicuri, inclusivi e stimolanti. Investire nelle nuove generazioni significa investire nella qualità della società di domani”.