In cinque anni hanno speso oltre 18 mila euro per il consumo di acqua, con bollette mensili di oltre cento euro a testa. Un po’ troppo se si considera che stiamo parlando di un piccolo complesso di case comunali a Treviglio, dove attualmente vivono tre nuclei famigliari, di cui due anziane sole.
Bollette dell’acqua salate
Numeri assurdi che hanno spinto una dei residenti, una signora di quasi 90 anni, a rivolgersi alla capogruppo del Pd Matilde Tura, che ora ha preso a cuore la questione.
“Per cinque anni ho pagato anche se sospettavo che ci fosse qualcosa di strano – ha raccontato l’anziana – Forse ho sbagliato ad aspettare tanto, ma ingenuamente mi sono fidata delle cifre che l’amministratore ci mandava. Quest’anno, però, ho deciso di dire basta. Un conto di quasi 3.300 euro per tre inquilini soli mi sembra un po’ troppo. Stiamo parlando di 1.100 euro a testa all’anno. Possibile che l’amministratore, dinnanzi a queste cifre non si sia posto delle domande? Come può una persona come me, da sola, consumare tutta quell’acqua?”.
La signora, che vive con una pensione minima più un piccolo assegno di invalidità, ha quindi deciso di mettersi in contatto con Matilde Tura per chiedere aiuto.
“Avevo ricevuto un suo volantino dove comunicava che si metteva a disposizione degli inquilini delle case comunali per eventuali problematiche – ha proseguito la donna nel suo racconto – e così ho deciso di chiamarla. Anche perché con l’ufficio che si occupa di queste questioni è sempre difficile riuscire a parlare. Le ho spiegato la situazione e mi ha promesso sarebbe andata in fondo alla questione”.
L’interrogazione di Matilde Tura

Lo scorso 10 aprile 2026 Tura ha quindi inviato un’interrogazione scritta al sindaco Juri Imeri e all’amministratore delle case comunali Dario Giovanardi, chiedendo di chiarire la situazione.
“Considerato che lo stabile risulta occupato da tre inquilini, due dei quali persone anziane sole – ha scritto Tura – chiedo se non si ritengano evidentemente sproporzionati i consumi di acqua, e quindi i relativi importi dovuti. Inoltre chiedo se il Comune, in quanto proprietario dello stabile, non ritenga doveroso e corretto nei confronti degli inquilini verificare l’eventuale presenza di una perdita nelle condutture idriche che possa giustificare i consumi esorbitanti attribuiti all’utenza, che si vede costretta a pagare bollette elevatissime pur versando già in condizioni di fragilità economica come ben noto al Comune”.
Tura ha poi calcato la mano su altri disagi che stanno vivendo gli inquilini del piccolo complesso condominiale. Tra questi il fatto che salti spesso la luce negli alloggi.
“I residenti, come detto persone anziane, si devono quindi recare al pian terreno, al buio, percorrendo le scale e un discreto tratto per poter riattivare il contatore – ha fatto notare la capogruppo dem – Si chiede quindi se c’è di intenzione cambiare il contatore e spostarlo in una sede meglio accessibile rispetto a dove attualmente collocato». «Altro problema – ha proseguito Tura – riguarda la porta di accesso alla scala che conduce agli appartamenti, che è in condizioni precarie con una serratura malfunzionante e facilmente forzabile. Per la sicurezza delle persone residenti, viste anche le particolari condizioni di fragilità, si chiede se c’è intenzione di sostituire la porta attuale con una ad accesso più sicuro”.
Le spiegazioni dell’assessore Nisoli

La risposta è arrivata lo scorso 14 maggio 2026 a firma dell’assessore all’Urbanistica Alessandro Nisoli.
“I consumi di acqua derivano da micro perdite individuate e ora sanate – ha chiarito Nisoli – Inoltre, nel marzo 2026 è stata individuata e sanata una perdita in un appartamento sfitto».
L’assessore ha poi informato che nei giorni successivi l’impianto sarebbe stato sezionato al fine di limitare le micro perdite e rendere più efficiente l’impianto.
“Alcuni inquilini inadempienti rispetto alle regole condominiali – ha poi aggiunto Nisoli – sono stati più volte convocati presso gli uffici comunali con la finalità di far comprendere meglio le ‘regole condominiali’ anche al riguardo dell’uso dell’acqua”.
E, anche per le altre due problematiche (contatore e porta d’ingresso), Nisoli ha sottolineato la responsabilità di alcuni residenti.
“Sono successi alcuni episodi riguardanti il carico corrente elettrica – ha ammesso – ma si evidenzia che nella maggior parte dei casi il guasto era imputabile all’uso improprio di apparecchi da parte di “alcuni inquilini”. Lo spostamento del contatore comporterebbe comunque una spesa importante non giustificabile. Riguardo la porta di accesso è stata più volte sistemata con spese di manutenzione ordinaria a carico dei residenti e ‘spese personali’ in quanto era stato individuato l’inquilino che aveva danneggiato il portoncino di ingresso”.
Spese azzerate
Nel frattempo, però, qualcosa si è smosso. L’anziana è stata infatti convocata dall’amministratore.
“Ed è successo un fatto molto strano – ha raccontato – il bilancio consuntivo che mi era arrivato è stato annullato e mi è stata consegnata una nuova versione in cui il costo per l’acqua era di 20 euro al mese. Anzi, mi è stato poi comunicato che per quest’anno non avrei pagato le spese condominiali”.
Risolta, in parte, la questione, la donna sta ora riflettendo se chiedere i rimborsi anche degli anni passati, considerato che è emersa la presenza di perdite che hanno “gonfiato” i costi e che avrebbe dovuto riparare il Comune.
“Con Matilde Tura stiamo valutando se è il caso di procedere – ha detto – Bisogna capire se ne vale la pena, perché se dovesse servire un avvocato ci sarebbero delle spese legali da coprire. Ecco perché stavo pensando di rivolgermi al Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari), visto che loro hanno degli avvocati da mettere a disposizione”.