Tra gli italiani bloccati a Dubai ci sono anche quattro cittadini della Bassa bergamasca che stavano terminando una crociera. Nella penisola arabica si è scatenata una guerra dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran di ieri, sabato 28 febbraio 2026.
Bloccati a Dubai
Il gruppo (nella foto di copertina, ndr), composto da Mauro Suzzi, 54enne di Caravaggio, camionista per la Materind di Bariano, la moglie Laura Costa, 50 anni, che lavora per il Consorzio Enfapi di Treviglio, la nipote Cristina Panno, 34 anni di Mozzanica, e l’amica di quest’ultima, la 34enne Vittoria Sassi di Trezzolasco, frazione di Sergnano, era partito una settimana fa per una crociera nel golfo Persico.
“Ci siamo imbarcati sulla Msc Euribia a Doha, in Qatar, e abbiamo fatto diverse tappe – ha raccontato Suzzi, da noi raggiunto telefonicamente – L’ultima era Dubai, dove siamo arrivati ieri, sabato. Oggi avremmo dovuto proseguire per Doha, dove avremmo preso il volo per rientrare in Italia. E invece siamo qui bloccati e nessuno sa dirci niente. Siamo molto spaventati”.
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I quattro turisti della Bassa
Il denso fumo dopo un bombardamento, ripreso dalla nave su cui sono bloccati i quattro turisti
Il messaggio di allerta giunto sui cellulari dei turisti
Tanta paura
I quattro turisti della Bassa “prigionieri” negli Emirati Arabi sono molto preoccupati per la situazione, soprattutto perché sentono continue esplosioni. Ma soprattutto perché non ci sono informazioni su quando potranno tornare a casa.
“C’è molta paura – ha proseguito il caravaggino – Si sentono i bombardamenti in lontananza e sull’aeroporto di Dubai si vede del fumo. Il capitano della nave, oltre ad avvisarci che la crociera è stata ovviamente annullata, non ha saputo fornirci informazioni su quando potremo ripartire. Lo spazio aereo è chiuso in tutta la zona. Ci è giunta voce che forse lo riapriranno il 4 marzo, ma non c’è niente di ufficiale. Intanto noi domani (lunedì, ndr) avremmo dovuto rientrare al lavoro e invece siamo qui ‘sequestrati’. Senza contare che a casa abbiamo i nostri cari molto preoccupati per le notizie che arrivano dai telegiornali”.