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Avete tolto senso alle parole, la Cgil sulla violenza a Fontanella

Dopo la vicenda dell'operatrice aggredita da un rifugiato nella struttura di Fontanella e il presidio della Lega Nord con Matteo Salvini, un appello a pesare le parole, a tacere se necessario.

Avete tolto senso alle parole, la Cgil sulla violenza a Fontanella
Cronaca 23 Settembre 2017 ore 09:36

Dopo la vicenda dell’operatrice aggredita da un rifugiato nella struttura di Fontanella e il presidio della Lega Nord con Matteo Salvini, un appello a pesare le parole, a tacere se necessario.

Stupri e femminicidi, quasi quotidiani, si accompagnano ad una discussione pubblica (media, politica) che, non solo non è all’altezza di quanto sta accadendo, ma è caratterizzata da una vera e propria regressione sui temi dei  diritti  e  della  libertà  delle  donne”.  A dirlo Susanna Camusso, che sintetizza quanto sta accadendo: violenze ogni giorno in prima pagina, sempre più efferate, e il tentativo di delegittimare le vittime con resoconti morbosi, strumentalizzazioni politiche, affermazioni macabre perché tentano di giustificare. Se l’è cercata. Com’era vestita. Era consenziente. La leader della Cgil nazionale accompagna le sue parole con un appello, già sottoscritto da tantissime donne: “Avete tolto senso alle parole”Una vera e propria denuncia delle modalità comunicative dei mass media, degli uomini, dei politici – per fortuna non tutti. Ad un Matteo Salvini che organizza presidi anti-migranti sempre e comunque, si contrappone un Pietro Grasso. “”Scusateci tutte”, ha detto il presidente del Senato. “È colpa degli uomini e spetta a noi porre rimedio. Troppe donne sono vittime di violenze e stupri. La violenza di genere non ha giustificazioni, attenuanti, eccezioni”. Il problema è culturale, ma nell’immediato va garantita la sicurezza delle donne. “Non siamo al sicuro né in casa, né per strada, né sul posto di lavoro – afferma la segretaria generale Fp Cgil Lombardia Manuela Vanoli -. La violenza maschile va combattuta con tutti gli strumenti possibili. Servono azioni finalizzate al cambiamento culturale, a partire dalla scuola e dai posti di lavoro. Vogliamo parlare della PA? La discriminazione imperversa. Quante posizioni di vertice sono occupate da donne?”. All’appello delle donne seguirà una mobilitazione in tutte le città italiane, prevista sabato 30.