Atm censura Uaar, niente pubblicità degli atei sui mezzi pubblici

Vietati i manifesti a tema religioso sui bus milanesi. Ma Uaar insorge.

Atm censura Uaar, niente pubblicità degli atei sui mezzi pubblici
01 Febbraio 2018 ore 15:37

La vicenda sta sollevando un vero e proprio polverone. L’azienda di trasporti milanesi Atm censura Uaar. Niente pubblicità dell’associazione degli atei e agnostici italiani sui mezzi pubblici di Milano. E scoppia la polemica.

Atm censura Uaar

Atm ha rifiutato di vendere spazi pubblicitari sui mezzi pubblici milanesi da parte di IgpDecaux all’Unione degli atei,  agnostici e razionalisti (Uaar). Il manifesto di Uaar raffigura una bambina che dice: “Posso scegliere da grande?”. Poco più sotto si spiega: “Per farli scegliere da grandi, scegli l’ora alternativa”. Un messaggio contro l’iscrizione dei bambini all’ora di religione (facoltativa) nelle scuole. La campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare i genitori per far sì che i bambini, crescendo, possano scegliere in assolta autonomia. La campagna sta girando in 54 città d’Italia senza nessun problema e in passato anche a Milano erano stati affissi manifesti dell’associazione sui mezzi (vedi foto)

atm censura uaar

La replica di Atm

L’Azienda trasporti milanese sostiene invece di non aver mai ricevuto la richiesta di pubblicazione della campagna pubblicitaria in questione. Sottolinea che non c’è alcuna preclusione o discriminazione nei confronti dell’associazione: “Il regolamento interno di Atm prevede, da diversi anni, il divieto di affiggere campagne pubblicitarie di carattere politico, sindacale, religioso o relative a movimenti di opinione, sui mezzi pubblici in movimento, quindi su tram, bus e metropolitane. L’affissione invece è permessa sugli spazi statici (pensiline, banchine del metrò ecc.). Atm ha accertato che la negazione degli spazi sui treni in metropolitana è stata causata da un errore del concessionario che, inizialmente, aveva offerto spazi che non avrebbe potuto concedere proprio in virtù del nostro regolamento. Il concessionario, in un secondo momento, ha fatto una verifica per spazi statici alternativi ma non ha riscontrato disponibilità per il periodo richiesto. L’associazione dovrà concordare direttamente con il concessionario l’affissione della campagna su spazi statici consentiti, in un periodo in cui c’è disponibilità”.

Le domande di Uaar ad Atm

 Alessandra Stevan, coordinatrice del circolo Uaar di Milano, ha proposto sette domande ad Atm:

  1. ATM ha un regolamento. Chi e quando l’ha approvato? dove è consultabile? L’amministrazione comunale ne è a conoscenza?
  2. ATM avrebbe “organi” preposti al controllo del contenuto dei messaggi pubblicitari. Quali organi? chi vi partecipa?
  3. Visti gli argomenti che tratta l’UAAR sarebbe per sua natura da tenere sotto controllo. Esiste in ATM una lista delle associazioni “problematiche”? quali sarebbero?
  4. La distinzione tra evento e contenuto dell’evento è molto capziosa. La “santa messa” del Papa sarebbe solo un evento, quindi se l’UAAR avesse propagandato nel suo manifesto un incontro, poniamo, al Parco Lambro, sarebbe stato accettato?
  5. ATM distingue tra manifesti in movimento (vietati) e manifesti statici (permessi, ma nel caso comunque non disponibili). Qual è il senso di questa distinzione? perché un messaggio sarebbe più o meno problematico in relazione al movimento?
  6. In altre città i manifesti sono stati accettati sui mezzi pubblici. Quali sarebbero le specificità milanesi che giustificherebbero questi divieti per ATM?
  7. Soprattutto, ATM dispone di una copia della Costituzione della Repubblica Italiana? (nel caso potremmo fornirgliela noi).
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