Cronaca

Arrestato e già a piede libero il ladro che ha trascinato per strada il ristoratore con la sua auto

Aveva tentato un furto prima al ristorante "La Bettola" e poi "Da Alfreda", dove era stato sorpreso dalla vittima. Si tratta di un pregiudicato con problemi di droga e alcol

Arrestato e già a piede libero il ladro che ha trascinato per strada il ristoratore con la sua auto

Lo avevano rintracciato subito i carabinieri, a Zingonia di Verdellino dove abita, dopo un tentato furto e la folle fuga in auto che aveva messo a rischio la vita di Massimiliano Aceti, 52enne che gestisce il ristorante pizzeria “Da Alfreda” di Urgnano con la moglie. Ma il giudice ieri, 18 maggio, non ha convalidato l’arresto di C. M., italiano di 46 anni.

Due tentati furti e il ferimento di un uomo: arrestato è già libero

Dall’udienza del processo per direttissima di ieri mattina sono emersi i dettagli di una vicenda che poteva trasformarsi in una tragedia indicibile. Innanzitutto l’auto con la quale il 46enne – risultato un pregiudicato con problemi di tossicodipendenza e alcolismo – domenica 17 maggio, alle 14.30,  si era portato prima a “La Bettola” e poco dopo “Da Alfreda”  in via Bonaita, è la stessa. Dopo aver messo gli occhi sulla borsa di una cliente del primo ristorante infatti se ne era andato a mani vuote: i titolari avevano controllato le telecamere e lo avevano visto arrivare a bordo di una “Toyota Yaris”.  In realtà, a una verifica più accurata, si trattava di una “Dacia”, che è la stessa auto con la quale si era diretto al secondo locale dove si era introdotto nel magazzino. Vettura poi rintracciata dagli uomini dell’Arma attraverso la targa recuperata dalle immagini delle telecamere a casa del 46enne, ammaccata sulla fiancata. Colto da Aceti con tre bottiglie in mano, il ladro era fuggito abbandonandole e balzando in auto, partendo a tutta velocità, trascinando per oltre un centinaio di metri – dal ristorante pizzeria alla curva prima dello stop di via 25 Aprile – il ristoratore che si era aggrappato al mezzo. Il 46enne non si era fermato, facendolo sbattere contro i muri di cinta e le siepi delle case a bordo carreggiata, finché nei pressi della curva non era caduto rovinosamente sull’asfalto. Rialzatosi sanguinante per le ferite, era stato ricoverato all’ospedale di Treviglio in codice giallo. Fortunatamente non molti i giorni di prognosi ma il rischio è stato davvero grosso. Il malvivente era finito in manette per tentata rapina impropria e lesioni. L’arresto però non è stato convalidato ed è stato rimesso in libertà.

Al processo si scusa: “Non volevo schiacciarlo”

Al processo per direttissima C. M., ex ospite di una comunità di recupero uscito dal carcere da pochi mesi scontata una condanna per furto, si è scusato, dicendo che Aceti aveva afferrato il volante e per questo aveva sbandato contro un muretto, ma senza la volontà di schiacciarlo. Il giudice ha ritenuto di non convalidare l’arresto perché non eseguito in flagranza di reato. Ora il 46enne dovrebbe rientrare in comunità.