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Spino d'Adda

Ancora vandalismi ai danni degli ecoguardiani

Ancora atti di vandalismo ai danni degli "ecoguardiani", i totem di sensibilizzazione ambientale sulle sponde dell'Adda.

Ancora vandalismi ai danni degli ecoguardiani
Cronaca Cremasco, 24 Aprile 2021 ore 11:01

Una lunga serie di atti vandalici colpisce gli “ecoguardiani” di Spino d’Adda, i totem in legno contro l’abbandono dei rifiuti realizzati da Nicoletta Battistella e Leonardo Turi. Gli autori delle opere: “chi ha visto, lo segnali”.

Atti vandalici

L’ultima vittima, in ordine di tempo, è stata “Flora”, un totem al quale è stato coperto il capo con un profilattico. Prima di questo, però, si è susseguita una scia di attacchi ai danni di tutto l’esercito degli “ecoguardiani”, come spiegato da una degli autori.

“Prima hanno bruciato alcune delle sculture, poi sulla sponda di Zelo ne hanno buttati due giù dal ponte – ha commentato Battistella – Dopo hanno decapitato Casper, una piccola scultura posta all’inizio del sentiero e ne hanno fatta sparire un’altra, Lupus. L’altra notte hanno rimosso i cartelli e li hanno scagliati via. Giovedì hanno messo un preservativo sulla testa di un’altra scultura”.

Secondo gli artisti, dietro agli atti vandalici non ci sarebbe la stessa mano, ma al momento non esiste prova o pista concreta che si possa seguire. Non vi è dubbio però che a qualcuno dia fastidio la presenza degli “ecoguardiani”, nonostante siano innocui e anzi, contribuiscano a impreziosire il lungofiume.

L’appello ai cittadini

Ciò che conta, è che Battistella e Turi non si lasciano scoraggiare e anzi, come una delle sculture scagliate giù dal ponte, “Araba fenice”, rinascono ogni volta più determinati e caparbi.
Non si tratta di semplici “ragazzate”, è evidente che qualcuno abbia preso di mira il lavoro dei due volontari, i quali fanno appello al senso civico dei cittadini, chiedendo loro di comunicare se abbiano visto qualcosa.

Sull’Adda, una lunga storia di vandalismi

Purtroppo, già in passato i tentativi di abbellire l’Adda sono stati ostacolati dalla manomissione delle opere, come raccontato dall’ambientalista spinese Claudio Bordogna.
“Qualche anno fa il Parco Adda Sud predispose un percorso per non vedenti al Belgiardino di Lodi: un sentiero con un corrimano su cui cadevano le foglie di alcuni alberi, con descrizione dell’essenza scritta in braille – ha raccontato – Un modo per avvicinare persone prive della vista alla natura. Alla fine del percorso, furono posti alcuni tavoli con panchine per riposarsi. Il corrimano ed i cartelli in Braille furono distrutti a una settimana dall’inaugurazione; dopo poco sparirono anche i tavoli e le panchine. Purtroppo questa è la sedicente civiltà in cui viviamo”.