Nel mirino una presunta minaccia di aggressioni alle ragazze durante le manifestazioni. Al momento, però, non risultano elementi che confermino l’esistenza del fantomatico gruppo: la Polizia locale rafforza i controlli a Romano.
Le chat si riempiono di messaggi
Una raffica di messaggi, vocali e video ha iniziato a circolare dalle prime ore di lunedì 19 ottobre 2026 nelle chat WhatsApp degli studenti delle scuole superiori di Romano. Contenuti che, nel giro di poche ore, sono arrivati anche alle famiglie e hanno alimentato una crescente preoccupazione. Il dato certo, al momento, è la circolazione dei messaggi. Diverso è invece il contenuto delle minacce che vengono raccontate all’interno degli stessi messaggi. Da lunedì, infatti, viene ripetutamente indicata la presenza di un presunto gruppo di giovani che, approfittando del clima di tensione legato alle manifestazioni contro il caro vita e ai disordini registrati in alcune città italiane, avrebbe intenzione di organizzare aggressioni sessuali ai danni delle ragazze delle scuole superiori. Questa, però, resta una voce contenuta nei messaggi circolati in rete e non un fatto accertato. Non risultano, al momento, elementi ufficiali che confermino l’esistenza di questo gruppo o un piano di aggressioni. La preoccupazione è stata alimentata anche dalla circolazione di filmati estremamente violenti, tra cui uno nel quale si vede una persona legata e data alle fiamme. Anche in questo caso, però, non è possibile stabilire sulla base della sola condivisione nelle chat né l’origine del video né un suo eventuale collegamento con le manifestazioni o con le minacce circolate tra gli studenti.
Il contesto reale e le voci della rete
Il motivo per cui i messaggi hanno provocato tanta apprensione è anche il particolare clima di tensione delle ultime giornate. Quello dei disordini durante alcune manifestazioni è infatti un elemento reale e documentato. A Brescia, per esempio, nel corso del corteo di sabato si sono verificati momenti di forte tensione. Anche altri episodi sono stati registrati nel territorio lombardo e in altre città italiane. È dunque su un contesto reale di proteste e disordini che si sono innestate le voci circolate nelle chat. Ed è proprio qui che occorre distinguere i due piani: da una parte ci sono le manifestazioni, gli episodi di violenza e i conseguenti controlli delle forze dell’ordine; dall’altra ci sono i messaggi che raccontano di un presunto piano per aggredire le studentesse. Nella mattinata di oggi, martedì 20 ottobre 2026, ha iniziato inoltre a circolare un’altra versione: secondo alcuni messaggi, l’intera ondata sarebbe stata provocata da troll della rete, cioè utenti che diffondono deliberatamente contenuti provocatori, falsi o allarmistici con l’obiettivo di suscitare paura, reazioni e confusione. Anche questa, però, è al momento un’ipotesi e non un elemento definitivamente accertato. Saranno quindi le verifiche delle forze dell’ordine a stabilire da dove siano partiti i messaggi, chi li abbia prodotti e soprattutto se dietro alla loro diffusione ci sia un’organizzazione reale oppure una campagna di provocazione e allarmismo costruita attraverso la rete.
A Romano controlli rafforzati
Se le minacce restano da verificare, c’è invece una conseguenza concreta già decisa sul territorio: la Polizia locale del Distretto della Bassa bergamasca orientale ha aumentato l’attenzione nelle zone maggiormente frequentate dagli studenti.
«Come Polizia locale del Distretto noi abbiamo deciso di tenere sotto controllo e rafforzare i controlli nelle zone delle scuole superiori e della stazione, dove ci sono gli assembramenti dei ragazzi, e di tenere controllate e monitorate le attività commerciali della città», ha spiegato il comandante della Polizia locale del Distretto della Bassa bergamasca orientale, Arcangelo Di Nardo. -I fatti che sono accaduti pochi giorni fa ci impongono di tenere alta l’allerta ed evitare, e spegnere sul nascere, ogni forma di disordine pubblico o vandalismo o danneggiamento del patrimonio pubblico e delle attività commerciali».