Cronaca

Aggredisce moglie e figli fuori dalla caserma, 50enne arrestato per maltrattamenti

Lo scorso 19 settembre l'uomo si era presentato in caserma con l'intenzione di denunciare la moglie che era stata ospitata con i figli da un'amica

Aggredisce moglie e figli fuori dalla caserma, 50enne arrestato per maltrattamenti

Ha tentato di aggredire la moglie e i figli minorenni proprio davanti alla Stazione dei carabinieri di Romano di Lombardia, dove si era recato poco prima per sporgere denuncia contro la donna. Per un uomo di 50 anni, residente nella pianura bergamasca, si sono aperte le porte del carcere: il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri della Compagnia di Treviglio, disponendo la custodia cautelare con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza dei minori.

L’aggressione all’esterno della Stazione dei carabinieri

L’episodio che ha fatto scattare l’arresto in flagranza risale alla serata del 19 settembre 2026. L’uomo si trovava in caserma a Romano di Lombardia a seguito dell’ennesima lite familiare. Proprio in quel momento sono giunte all’esterno dell’edificio la moglie, i figli piccoli e un’amica che li aveva temporaneamente ospitati per proteggerli. Alla loro vista, il 50enne si è scagliato contro di loro urlando pesanti minacce e tentando il contatto fisico. Soltanto il tempestivo intervento dei militari presenti ha evitato il peggio: bloccato e condotto all’interno della struttura, l’uomo ha continuato a mostrare un forte stato di agitazione, rivolgendo ulteriori frasi intimidatorie verso le vittime.

Mesi di controlli e violenze domestiche

Le indagini immediate hanno fatto emergere una realtà ben più complessa e dolorosa: un clima sistematico di sopraffazione domestica instaurato dall’uomo ai danni della moglie e dei figli. Secondo quanto riferito dalla donna, la condotta aggressiva del marito – fatta di un controllo oppressivo su orari e spostamenti – si era notevolmente inasprita durante l’estate con episodi di violenza fisica e continue minacce. Un comportamento che non si era arrestato nemmeno di fronte alle forze dell’ordine, già intervenute lo scorso 16 settembre, occasione in cui il 50enne aveva espresso apertamente intenti ritorsivi.

La convalida e la misura cautelare

Sulla base dei gravi indizi di colpevolezza e del quadro ricostruito, il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bergamo ha disposto il trasferimento immediato dell’indagato nel carcere di Bergamo. Il 23 settembre il gip ha convalidato la misura, confermando la custodia cautelare in carcere per garantire la sicurezza della donna e dei figli.