Per mezzo secolo ha lavato e stirato le uniformi di due generazioni di militari. Al funerale anche i Carabinieri: “Grazie di tutto, Luisa”.
Una presenza di famiglia
Per quasi mezzo secolo la sua casa di Treviglio è stata un punto di riferimento per i Carabinieri della caserma cittadina. Qui arrivavano divise da lavare e stirare, ma spesso anche racconti, confidenze e qualche momento di stanchezza dopo ore trascorse in pattuglia. È morta lunedì mattina Luisa Fanzaga, conosciuta da tutti come “Luisa della lavanderia”, una donna che per due generazioni di militari è stata molto più di una semplice lavandaia. Il suo soprannome era diventato ormai parte della sua identità e raccontava una storia fatta di lavoro quotidiano, discrezione e affetto. Nel tempo, infatti, Luisa aveva costruito con i Carabinieri un rapporto speciale, tanto da essere considerata da molti di loro una vera e propria “mamma”. Una presenza familiare capace di accogliere, ascoltare e regalare un gesto di conforto a chi, lontano da casa, ne aveva bisogno.
Quel caffè che non mancava mai
A casa di Luisa un caffè non mancava mai. Era uno dei piccoli rituali che accompagnavano il passaggio dei militari e che contribuivano a rendere quel luogo qualcosa di diverso da una semplice lavanderia. Chi entrava per consegnare una divisa spesso si fermava qualche minuto in più, trovando una parola gentile o semplicemente una persona pronta ad ascoltare.E quando arrivavano militari doloranti dopo lunghe ore di pattuglia, Luisa sapeva persino trasformarsi in una sorta di infermiera. Prestava le sue cure con affetto e discrezione, senza clamore, con quella naturalezza che aveva sempre contraddistinto il suo modo di rapportarsi agli altri. Un’attenzione semplice, ma rimasta impressa nella memoria di quanti l’hanno conosciuta. La sua vita, però, non è stata priva di dolore. Luisa era rimasta vedova appena 40 giorni dopo il matrimonio, una ferita profonda che aveva segnato la sua esistenza. Nonostante questo, aveva continuato a dedicarsi agli altri, diventando negli anni una figura importante per tante persone che avevano incrociato il suo cammino.
Il saluto dei suoi Carabinieri
Alla cerimonia funebre hanno voluto esserci anche alcuni dei Carabinieri che negli anni avevano conosciuto Luisa e le avevano voluto bene. Un ultimo saluto carico di riconoscenza per una donna che, dietro il lavoro in lavanderia, aveva saputo costruire legami destinati a durare ben oltre il tempo trascorso in caserma. A ricordarla sono state parole semplici, ma profondamente sentite: “Grazie di tutto, Luisa. Grazie per la tua dedizione e per il percorso di vita che hai voluto condividere con noi”.
Poi il messaggio che racchiude il senso di una vita segnata dalla sofferenza, ma anche dall’affetto ricevuto e donato: “Dicono che la sofferenza sia la moneta di scambio per accedere al Paradiso. Bene, allora siamo certi che tu sia già lì. Grazie, Luisa. I tuoi Carabinieri”.