Cronaca

Addio a Gianpaolo Rossi, il nonno-vigile che adorava i bambini

Il 77enne, attivo anche nella sezione locale degli artiglieri, volontario in oratorio e membro della Confraternita del Santissimo Sacramento, era malato dal 2022

Addio a Gianpaolo Rossi, il nonno-vigile che adorava i bambini

Questa mattina, martedì 3 marzo, Urgnano ha reso l’estremo saluto a Gianpaolo Rossi, ex operaio in pensione mancato a 77 anni,  dopo una vita di lavoro e di impegno per la comunità come instancabile volontario.

Una vita tra lavoro, famiglia e volontariato

Urgnanese doc, Rossi era nato e vissuto in paese, al quale ha dedicato tempo ed energie dando il suo prezioso apporto nella sezione locale degli artiglieri, in oratorio, nella Confraternita del Santissimo Sacramento e anche a  scuola, accompagnando i piccoli alunni all’ingresso e all’uscita, con una tenerezza e un’allegria che sono rimasti nel cuore di tutti. Sposato con la moglie Margherita era padre di due figli, Aldo e Alessio e nonno di due nipoti.

“Aveva cominciato a lavorare come tornitore in una ditta urgnanese – ha raccontato Alessio – poi, visto che non navigava in buone acque, si era spostato in una tintoria sempre in paese. Non amava quel lavoro ma non si è tirato indietro, perché aveva una famiglia da mantenere e una casa da pagare. Era un gran lavoratore e un ottimo padre, non ci ha fatto mancare niente. Aveva conosciuto la mamma prima di partire per fare il militare, avevano 17 anni e si sono sposati nel 1972, a 24. Quest’anno avrebbero tagliato il traguardo dei 54 anni di matrimonio, non smettevano mai di bisticciare ma erano sempre mano nella mano. Per le nozze d’oro, nel 2022, avevamo organizzato la festa ma papà aveva cominciato a non stare bene e avevamo rimandato tutto a data da destinarsi. Purtroppo quel giorno non è più arrivato. Un uomo solare, allegro e curioso, che non perdeva un documentario, di qualunque genere, ma soprattuttto sul mondo degli animali. Non amava discutere, piuttosto che arrabbiarsi tagliava corto e dava ragione al suo interlocutore”.

Rossi ha lottato per oltre tre anni contro l’Alzheimer, che lo ha spento a poco a poco. E’ mancato sabato 28 febbraio, tra l’affetto dei suoi cari, che lo hanno curato amorevolmente nella sua casa di via Fermi.

“E’ sempre stato molto attivo nella comunità – ha continuato il figlio – era un artigliere e un membro della Confraternita del Santissimo Sacramento, ma soprattutto un volontario in oratorio, che è stato per anni non la seconda ma la prima casa: serviva al bar e organizzava le feste sia lì che in rocca, lui c’era sempre. Il suo pane però erano i bambini… Adorava fare il nonno-vigile, stare in mezzo ai più piccoli e scherzare con le mamme. Con i suoi nipoti è stato affettuosissimo, gattonava e giocava sul pavimento con loro. Ha sempre avuto una battuta e un sorriso per tutti”.

Folla commossa alle esequie e picchetto d’onore degli artiglieri

In questi giorni in visita a Rossi sono passati tantissimi amici e conoscenti, che hanno voluto rendergli il giusto omaggio.

“Non ci aspettavamo così tanta gente – ha affermato ancora Alessio – mio padre era molto conosciuto, è vero, ma io non immaginavo che così tante persone gli volessero bene… Avremmo voluto dedicare più tempo ad ognuno ma non ci siamo riusciti. La nostra famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che hanno partecipato al nostro dolore, esprimendo il proprio cordoglio o presenziando ai funerali. Siamo sollevati sapendo che ha lasciato un segno così profondo nella comunità”.

Il corteo funebre, con in testa i confratelli del Santissimo Sacramento il cui labaro era listato a lutto, è arrivato alle 9.30 alla chiesa parrocchiale dove ad attendere il feretro c’era la sezione artiglieri che lo ha omaggiato con un picchetto d’onore. A celebrare i funerali è stato il parroco don Stefano Bonazzi che, prima di cominciare la celebrazione ha parlato dei bambini dei quali ogni giorno Rossi garantiva la sicurezza all’ingresso e all’uscita dalla scuola, assenti perché in classe ma vicini al loro nonno-vigile con il cuore. Il sacerdote ha poi ricordato le tante volte in cui, come membro della Confraternita del Santissimo Sacramento, il 77enne aveva accompagnato i fratelli durante il rito funebre. “Oggi tocca a noi” ha detto. Poi, nell’omelia, ha tratteggiato la figura di un uomo dall’animo generoso.

“La morte è un momento della vita – ha affermato – è una rinascita in cielo, l’anima continua a vivere. Il bene che abbiamo ricevuto dobbiamo condividerlo con i fratelli come possiamo, dobbiamo fare della nostra vita un servizio alla famiglia, all’umanità, trasformarla in testimonianza. Sappiamo quanto bene Paolo ha fatto alla sua famiglia e alla comunità: per tanti anni nonno-vigile entusiasta, sempre presente col freddo e col gelo, con il suo sorriso e gli scherzetti che faceva ai bambini e alle mamme. E poi la testimonianza di padre, nonno, marito, cristiano, confratello…”.

Poi una riflessione sul calvario vissuto da Rossi negli ultimi anni.

“La sua malattia si è pian piano aggravata – ha ricordato – eppure chissà quanto bene del Signore giunto attraverso l’assistenza che la famiglia gli ha garantito nella sua casa e quanto ne è maturato nel silenzio e nella profondità del cuore e della coscienza di ciascuno. Paolo ha fatto tanto bene ma ne ha ricevuto anche tanto. Certo la malattia non è un bene ma una prova dentro la quale il Signore non ci molla e la condivisione della croce di Cristo è una grazia che piano piano salterà fuori. Continuiamo con la preghiera e a chiedere al Signore il dono della misericordia per lui, e la forza e il conforto di far crescere quel seme di bene che attraverso Paolo ha gettato in mezzo a noi”.

Poi, all’improvviso, il sacerdote ha estratto la paletta da vigile.

“Tante volte ci diceva ‘Fermati!’ – ha detto alzando la paletta –  che bello adesso poter dire ‘Paolo, adesso passa tu, vieni benedetto dal Padre mio'”.

“Era l’angelo custode dei bambini”

Prima della fine del rito Gianni Spreafico della Confraternita del Santissimo Sacramento ha letto la sua preghiera e così la sezione degli artiglieri per bocca del presidente Claudio Aceti, ma quest’ultima ha voluto anche dedicare a Rossi un toccante pensiero letto dalla madrina Anita Benedetti.

“Gianpaolo Rossi, figura conosciuta e stimata nella comunità di Urgnano – ha detto – Socio attivo dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia (ANArtI), ha saputo trasporre i valori di servizio e disciplina appresi nell’Arma in un impegno quotidiano e instancabile per il suo paese. Oltre alla sua presenza costante tra le fila degli artiglieri, era un volto familiare e rassicurante per generazioni di studenti. Per anni ha ricoperto con dedizione il ruolo di “nonno-vigile” presso la scuola materna e il plesso scolastico di Urgnano. Ogni mattina, con il sole o con la pioggia, con la sua inconfondibile pettorina, il fischietto e un sorriso sempre pronto, Paolo è stato per lungo tempo l’angelo custode dei bambini all’ingresso e all’uscita da scuola, pronto a garantire la sicurezza dei piccoli e ha regalare un sorriso o una parola gentile ai genitori. Paolo non era solo un socio, era un esempio di cosa significhi essere un cittadino attivo. Dalla divisa sociale alla divisa da volontario scolastico, il suo obiettivo è sempre stato lo stesso: servire la comunità con umiltà e spirito di sacrificio. La scomparsa di Paolo lascia un vuoto profondo non solo tra i soci, ma in tutto il tessuto sociale di Urgnano. L’Associazione Nazionale Artiglieri di Urgnano, si stringe con affetto alla famiglia in questo momento di dolore”.

Anche gli amatissimi nipoti Valentina e Giorgio hanno voluto leggere un messaggio per il loro caro nonno, l’intensa preghiera di Sant’Agostino. Poi il feretro si è diretto al tempio crematorio, l’urna cineraria sarà tumulata venerdì alle 10 nel cimitero cittadino.