Cronaca

Abbattuti i fabbricati della ex “Sicea” di via Vailate

Il sindaco: «Dalla logistica i fondi per opere pubbliche»

Abbattuti i fabbricati della ex “Sicea” di via Vailate

L’area era in disuso e abbandonata da oltre 40 anni, ma in piedi erano rimasti gli scheletri dei fabbricati industriali dove un tempo operava la ditta «Sicea» (Sali industriali chimici ed affini) lungo via Vailate e poche decine di metri dalla rotatoria all’incrocio con la provinciale Rivoltana.

Nuova logistica

Fabbricati che, in questi giorni, sono stati completamente demoliti per preparare l’area ad accogliere il cantiere per un altro magazzino di logistica che sorgerà sul territorio di Calvenzano, a ridosso della zona produttiva a sud del centro abitato. Sarà il terzo a sorgere – dopo quello che ha preso il posto della «AV Strutture» sempre in zona produttiva, in fondo a via Milano, e quello a margine della rotatoria della Rivoltana verso il territorio di Vailate -, ma il quarto a concludere l’iter autorizzativo. Nel vigente Pgt, infatti, c’è ancora un’area – di circa 100mila metri quadrati con una edificabilità per 50mila metri quadrati – lungo la via Milano in cui è previsto l’«atterraggio» di un magazzino di logistica il cui iter è concluso da mesi, anche se l’ambito non è ancora partito.

«La demolizione della ex “Sicea” è quasi del tutto completata e, finalmente, ha preso corpo quella che è a tutti gli effetti una vera e propria rigenerazione urbana a cui la nostra Amministrazione teneva in modo particolare – ha commentato il sindaco Fabio Ferla – Quell’area industriale, abbandonata e in disuso, avrebbe potuto diventare anche un problema socialmente pericoloso se fosse diventata un rifugio per sbandati o spacciatori o, peggio, se qualche ragazzino vi fosse entrato per fare qualche “evoluzione” tra le macerie e si fosse fatto male».

L’area nel PGT

Il primo cittadino chiarisce un punto sullo sbarco di logistiche nel suo paese.

«Nel vecchio Piano regolatore del Comune, con l’insediamento del sito di “Difarco”, tutta quell’area a ridosso della zona produttiva a sud del territorio era vocata ad ospitare insediamenti simili. Nel primo Piano di governo del territorio non abbiamo aggiunto nulla. Non c’è stato alcun consumo di suolo agricolo. Quello che la nostra Amministrazione ha fatto, nella contrattazione con il privato (le “Officine Mak” che ha anche realizzato il magazzino a sud della Rivoltana, ndr), è stato di obbligare lo sviluppatore intervenire sulle aree già utilizzate e compromesse, come la ex “Sicea”. Non era scontato. E identico discorso è stato fatto per quanto riguarda la logistica sull’area della ex “AV Strutture”. Alla luce di due appezzamenti di terreno “vergini”, ma già inseriti urbanisticamente come aree di sviluppo produttive, impiegati abbiamo ottenuto la bonifica delle due aree industriali dismesse».

Nuovi patrimoni

Le ricadute positive per il Comune di Calvenzano dall’arrivo delle logistiche non si è fermato agli oneri di urbanizzazione incassati.

«Uno degli accordi ha portato all’acquisizione al patrimonio comunale dell’area da circa 5mila metri quadrati dell’ex castello/mulino, dietro al Municipio – ha sottolineato il sindaco Ferla – con un intervento del privato attuatore da oltre un milione di euro per la messa in sicurezza dell’edificio e l’abbattimento dei manufatti pertinenziali che sorgevano su un’area che ora stiamo ri-progettando per un utilizzo futuro. Una acquisizione che il Comune, con risorse proprie, non sarebbe mai stato in grado di fare. Un altro intervento, legato alle logistiche, è quello che ci ha permesso di riqualificare la centrale piazza Guido Paglia nel “cuore” del paese».

Alla base delle scelte urbanistiche c’è una progettualità più articolata, come ha confermato il primo cittadino, che riguarda anche a questo nuovo insediamento di logistica.

«Con questo ultimo intervento daremo linfa ad altre opere pubbliche che abbiamo progettato per il territorio di Calvenzano – ha concluso il sindaco Fabio Ferla – C’è, ad esempio, il tema della via Moretti, la strada comunale che collega via Blini con via Circonvallazione Nuova, che ha bisogno di una sistemazione, in primis per quanto riguarda l’illuminazione pubblica, che va ammodernata anche a livello impiantistico per evitare black-out elettrici, ma anche per rifare il tappetino d’asfalto e ricavare nuovi stalli di sosta che sono necessari per il quartiere. Quello può essere un intervento che, a scomputo degli oneri di urbanizzazione, potrebbe realizzare il privato attuatore dell’area ex “Sicea” con il vantaggio, per il Comune, di avere dei tempi più brevi, non dovendo indire una gara d’appalto pubblica, e la garanzia, attraverso una fideiussione, che l’opera venga portata a termine».