Cronaca

A Covo scatta l’ordinanza: “Viso scoperto per accedere agli edifici comunali”

Obiettivo dichiarato: garantire identificazione e sicurezza negli uffici pubblici e durante gli eventi sottoposti a controllo

A Covo scatta l’ordinanza: “Viso scoperto per accedere agli edifici comunali”

Il provvedimento firmato ieri, giovedì 13 agosto 2026, dal sindaco di Covo, Andrea Capelletti resterà in vigore per 60 giorni.

La misura riguarda il Palazzo Municipale e gli spazi pubblici

A Covo l’Amministrazione comunale ha deciso di intervenire sul tema della sicurezza nelle strutture pubbliche. Il sindaco Andrea Capelletti, ieri giovedì 13 agosto 2026, ha firmato un’ordinanza sindacale della durata di 60 giorni che introduce specifiche disposizioni per garantire la piena riconoscibilità delle persone all’interno del Palazzo Municipale, degli uffici comunali, della biblioteca e delle altre strutture comunali aperte al pubblico. Le stesse regole si applicheranno durante manifestazioni ed eventi organizzati, promossi o patrocinati dal Comune quando siano previsti accessi controllati e procedure di identificazione. Il provvedimento, spiega l’Amministrazione, nasce anche da alcune segnalazioni relative alla presenza di persone con il volto integralmente coperto nelle vicinanze di esercizi commerciali e uffici pubblici. L’ordinanza precisa tuttavia che tali segnalazioni non comportano alcuna attribuzione di pericolosità alle persone coinvolte e che la misura non è fondata sull’appartenenza religiosa, culturale, etnica o nazionale.

“Nel nostro Comune nessuno viene giudicato per come si veste, per la propria cultura o per la propria fede. Ma quando si entra in una struttura pubblica, la sicurezza e la possibilità di identificare una persona devono essere garantite. È una regola semplice, uguale per tutti e dettata da una sola esigenza: tutelare cittadini, dipendenti e operatori”.

Volto visibile quando serve l’identificazione

Per i 60 giorni di validità dell’ordinanza, chi accederà o resterà nelle strutture comunali dovrà mantenere il volto normalmente visibile e consentire l’identificazione quando richiesta dal personale addetto o dalle Forze di polizia. Sono comunque salvaguardate le situazioni previste dalla legge, comprese quelle legate a esigenze sanitarie, lavorative e di sicurezza sul lavoro, oltre alle attività sportive, artistiche, culturali, storiche e tradizionali autorizzate. Nei casi particolari, qualora sia necessaria una verifica dell’identità, potrà essere richiesta la momentanea scopertura del volto, con modalità rispettose della dignità della persona e, quando necessario per motivi di riservatezza, attraverso personale dello stesso sesso. Per gli esercizi commerciali e gli altri luoghi privati aperti al pubblico continuerà invece ad applicarsi integralmente la normativa statale vigente. Il Comune chiarisce inoltre di non voler sostituire le Forze dell’ordine né attribuire ai dipendenti comunali poteri che non possiedono. In caso di rifiuto, comportamenti oppositivi o presenza di elementi concreti di pericolo, sarà richiesto l’intervento della Polizia Locale o delle altre Forze di polizia competenti.

“Non stiamo introducendo una guerra contro qualcuno. Stiamo affermando un principio di buon senso: dove è necessario sapere chi sta entrando, chi sta accedendo e chi sta partecipando a un evento sottoposto a controllo, quella persona deve poter essere identificata. Le regole valgono per tutti, senza eccezioni legate all’identità di chi le deve rispettare”.

Monitoraggio per due mesi, poi la verifica

L’ordinanza non modifica invece le regole già previste dalla normativa statale per luoghi pubblici, parchi, piazze e aree mercatali in materia di identificazione e utilizzo di mezzi che rendano difficoltoso il riconoscimento. La Polizia Locale sarà chiamata a monitorare l’andamento della situazione durante i 60 giorni, riferendo all’Amministrazione sugli episodi rilevati, sulle richieste di intervento e sulle eventuali violazioni accertate. Al termine del periodo previsto sarà quindi verificata la permanenza delle condizioni che hanno portato all’adozione del provvedimento. L’obiettivo, sottolinea il sindaco, non è quello di introdurre una misura permanente, ma di intervenire in maniera temporanea e verificabile.

“La sicurezza non si fa con gli slogan. Si fa con regole chiare, controlli corretti e responsabilità. Questa ordinanza è temporanea, proporzionata e verificabile. Se le condizioni che l’hanno resa necessaria verranno meno, anche il provvedimento potrà essere modificato o revocato. La nostra Amministrazione difende contemporaneamente due principi: il rispetto della persona e il diritto della comunità a vivere e lavorare in condizioni di sicurezza. Non sono principi contrapposti. Sono due facce della stessa responsabilità istituzionale. A Covo le regole sono uguali per tutti, e questa Amministrazione ha il dovere di farle rispettare”.